Rivista DMA

Possiamo ancora salvare qualcuno

Possiamo ancora salvare Aveva 35 anni suor Anne Thole, religiosa dello Swaziland cresciuta in Sudafrica, quando ha perso la vita nel tentativo di salvare quella di altri. Dedicava i fine-settimana ai malati di AIDS, insieme alle Novizie di cui era responsabile. Nel corso di un incendio, scoppiato nella struttura di accoglienza dei malati terminali, è riuscita a metterne in salvo alcuni. Ma, tornata all’interno nel tentativo di liberarne altri, improvvisamente il soffitto è crollato uccidendola. “Possiamo ancora salvare qualcuno” sono state le sue ultime parole, mentre si dirigeva verso i ricoverati rimasti intrappolati.

Tra i missionari che hanno subito una morte violenta nel 2007, suor Anne è stata l’unica donna. Testimone di un amore che arriva all’espressione più alta. I giornali quasi non ne hanno parlato. Ma il suo gesto ha superato i confini della terra africana e ha gridato al mondo che vivere il vangelo è avere un amore così grande che arriva a dare la vita. Come suor Anne, tantissime donne oggi testimoniano con radicalità questa scelta evangelica. Perché la vocazione della donna è essenzialmente quella di custodire e dare la vita.
Stiamo commemorando i 20 anni della Lettera apostolica Mulieris Dignitatem. Tra le tante iniziative, notevole quella organizzata dal Pontificio Consiglio per il Laici, che ha voluto evidenziare l’urgenza di “una autentica promozione della donna”. Benedetto XVI, in un’udienza del mercoledì, affermava: “In buona sostanza, la storia del cristianesimo avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il generoso apporto di molte donne. Per questo, come ebbe a scrivere il mio venerato e caro Predecessore Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica Mulieris Dignitatem, la Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna” (14/02/2007).
In questo numero della Rivista focalizziamo la riflessione sulla nostra chiamata ad essere donne consacrate, segno ed espressione dell’amore di Dio. Come Maria di Nazareth. Donne che sanno evocare accoglienza, cura, promozione di ogni vita. Che sanno ricevere e potenziare i semi di vita già presenti nelle varie culture. E, per questo, sono sorelle e madri soprattutto dei giovani.

Scorrendo le circolari della Madre, si rimane colpite dall’insistenza con cui viene affermato il tema della vita. La Madre rileva come spesso oggi la vita sia minacciata dal punto di vista ecologico, economico, sociale, politico, educativo. “Eppure Dio è amante della vita e la sua gloria è l’uomo vivente. Sta a noi scegliere cammini di vita o di morte. […] Scegliere una spiritualità per la vita è percorrere la via dell’amore nel quotidiano, abitare la propria storia. […] Salvare una vita non significa pretendere di risolvere tutti i problemi in modo rapido e definitivo, ma curare il momento presente come spazio concreto di amore che raggiunge la persona nelle sue aspirazioni e nei suoi bisogni più profondi” (C 883). È la nostra vocazione di donne consacrate, che ogni momento possiamo ancora salvare qualcuno.

gteruggi@cgfma.org

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