"Il Vocabolario” di Papa Francesco

"Il Vocabolario” di Papa Francesco

Roma (Italia). È stato presentato, il 17 dicembre 2015, nella Sala Marconi, presso Radio Vaticana a Roma, il volume Il Vocabolario di Papa Francesco, curato dal giovane salesiano Antonio Carriero, pubblicato dall'editrice Elledici e firmato da grandi giornalisti e scrittori. Una mappa per comprendere gesti e parole del Pontefice argentino che tanti giovani reputano "un figo".

Hanno partecipato all'incontro, in rappresentanza della Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, suor Maria Helena Moreira, Consigliera per la Comunicazione sociale e le consigliere visitatrici suor Maria Assunta Inoue e suor Marija Peče.

Il Vocabolario di Papa Francesco nasce con il desiderio di avvicinare la gente alle parole del Papa per conoscerne il pensiero autentico. Il Cardinale, Segretario di Stato, Pietro Parolin nella prefazione al volume scrive: «Le parole di papa Francesco aprono, abbracciano, facilitano. Aiutano a sollevare lo sguardo da se stessi. L'unica vera strategia di comunicazione di Francesco è l'adesione fiduciosa e serena al Vangelo; il parlare di Bergoglio è un sermo humilis capace di parlare a tutti. Nel suo linguaggio c'è la sapienza del porgere contenuti alti, facendo uso di un lessico e di immagini che traggono la loro forza dalla vicinanza con la vita quotidiana. Francesco mette l'interlocutore, chiunque sia, in una condizione di parità e non di distanza».
Il volume, propone anche due introduzioni, del card. Gianfranco Ravasi e di padre Antonio Spadaro e la postfazione di mons. Nunzio Galantino. Raccoglie i contributi di 50 giornalisti e scrittori che hanno, ciascuno, esplorato e approfondito uno dei “vocaboli viventi” di Papa Francesco. Il curatore è riuscito ad armonizzare e coordinare il lavoro che rivela nuove sfaccettature di un Papa che della comunicazione, non solo verbale ma anche fisica, ha fatto uno dei suoi punti forti.

Dalla A di “abbraccio” alla V di “vergogna” il volume traccia una mappa utile a comprendere meglio il linguaggio genuino del Papa argentino. Alla presentazione il curatore Antonio Carriero spiega: «Il linguaggio di Papa Francesco crea interesse. I media sono affascinati dal modo in cui lui si relaziona sia con i gesti, ma anche con le parole, che sono molto semplici. Nel vocabolario ci sono sicuramente termini come Giubileo, misericordia, tenerezza, consolazione, che sono poi quelle parole che stanno segnando il Pontificato di Papa Bergoglio. Molti giornalisti hanno scelto le parole che in un certo senso hanno toccato la loro vita, come ad esempio adozione, mamma, immigrato». Le parole di Papa Francesco fanno parte di “un linguaggio semplice, accessibile a tutti, fatto di frasi brevi e ripetizioni delle parole chiave».

Un linguaggio che risente del suo “animo latinoamericano” e del “cammino di pastore”, come ha sottolineato Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, intervenuto alla presentazione: «Papa Francesco è un dono e la sua comunicazione è un dono, perché riesce a stabilire subito un contatto con le persone che lo ascoltano. Non è né sopra, né sotto… è allo stesso livello. È accanto. E questa possibilità gli permette proprio di poter parlare a cuore aperto ai cuori che sono aperti. Ti mette di fronte al Vangelo, ti mette di fronte a Gesù e ti mette di fronte a un fatto: 'Che scelta fai?'. E di questo l'uomo di oggi è stupito. Rimane sorpreso, perché non è abituato ad ascoltare uomini che parlano in questo modo».

Un linguaggio che è come “una scintilla che richiama la fiamma divina”, ha affermato mons. Enrico dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense. Contaminando lo spagnolo "porteño" che si parla a Buenos Aires, con i retaggi delle sue origini piemontesi, Papa Francesco non esita a creare neologismi, come “primarear”, prendere l'iniziativa, o “balconear”, guardare la vita dalla finestra. «Il Papa ci esorta ad essere creativi. Una delle sue parole d'ordine più chiare è rifiutare slogan del tipo 'si è sempre fatto così' o 'si è sempre detto così'. Ecco, la 'creatività', anche dal punto di vista pastorale, di 'gente che vuole profumare dell'odore del suo gregge', credo che sia una parola essenziale».
Un linguaggio chiaro che faciliti la comprensione, perché, come si legge nella Evangelii Gaudium, “le parole devono essere come le conversazioni di una madre” ha spiegato padre Antonio Spadaro, Direttore de La Civiltà Cattolica, e tra le persone più vicine al Santo Padre: «Papa Francesco usa un linguaggio assolutamente pastorale, quindi immediato e diretto. Le sue parole non sono frutto di una speculazione intellettuale, ma sono frutto di una riflessione che parte dall'esperienza diretta. La cosa che noto nel suo linguaggio è una dimensione “verbale”. Per esempio “misericordia” è un sostantivo, ma in realtà il Papa lo usa come verbo: “misericordiare” o “misericordiando”. È interessante questo fatto che per lui anche il sostantivo ha un valore verbale dinamico, di movimento. Questo mi colpisce nella sua parola: la dinamica, il movimento, il contatto reale e concreto con il linguaggio della gente. Riesce a creare un linguaggio di valenza poetica usando parole comuni, parole ordinarie».

Un linguaggio che, soprattutto, sortisce quasi sempre un effetto nella vita quotidiana della gente, come dimostrano gli scritti dei giornalisti che hanno offerto gratuitamente il proprio contributo, partendo proprio dalle proprie esperienze.
Il Papa usa un linguaggio feriale, come “Buongiorno”, “Buonasera” o “Per favore, pregate per me”, che può essere la preghiera che esprime un ammalato quando lo si visita; oppure Francesco che va in città a comprarsi un nuovo paio di occhiali, senza avvisare nessuno… Questo è il linguaggio feriale, quotidiano; un lessico della persona, come può essere quello di una casalinga o di un impiegato. Ciò che lega tutte le 50 parole del Vocabolario è proprio questo stile di chi la Chiesa l'ha vista dal punto di vista della 'periferia'. Ecco allora che “misericordia”, “mondanità”, “scarto”, “uscita”, “ultimi” - insieme a tutte le altre – evidenziano l'esperienza di Bergoglio a Buenos Aires, come ha vissuto là il Vangelo. “Questo stile ci fa del bene e fa bene a chi ci ascolta, perché ci rende comprensibili a tutti”.

Papa Francesco è un comunicatore straordinario. I suoi discorsi, le omelie e i documenti affrontano i temi forti del nostro tempo. Questo vocabolario aiuta a entrare in profondità nelle parole che declinano la sua opera di guida e pastore della Chiesa di Roma e del mondo.

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3 commentaires
20/12/2015 11:58:05 - Sr Corazon Beboso -Canada

I would love to have this Dictionary. Pope Francis's words, this is true, reach the hearts of many - the poor, the simple, the intellectuals and even those who are far from the Church. These are drawn to his words and to what he loves - Jesus, the Church, the poor! Thank you for this work. It surely is valuable and much appreciated. Thanks to the author!

19/12/2015 11:20:55 - sr federica

Devo proprio leggerlo. Da quanto avete scritto mi sembra bellissimo! Grazie!

18/12/2015 21:53:53 - Sr. Teresina Barzaghi

complimenti e grazie di cuore allo scrittore Antonio Carriero per aver realizzato un'opera preziosa, utile e affascinante. Il linguaggio di Papa Francesco, originale e comprensivo per tutti è di una eloquenza eccezionale. Poterli rileggere sarà come risentire la voce di Papa Francesco e quasi rivederlo. GRAZIE!


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