A fianco degli immigrati

A fianco degli immigrati Cammarata (Italia). L’immigrazione è un fenomeno che richiede molta cura e attenzione, per garantire a centinaia di uomini e donne di potersi integrare con più facilità nella società che li accoglie.
La comunità fma Maria Ausiliatrice, di Cammarata, in Sicilia, ha saputo adattare il suo lavoro educativo alle esigenze che la nuova realtà globalizzata le ha posto dinnanzi. La comunità, dopo essere stata sede di Scuola materna ed elementare, nel 2006 è divenuta Comunità Alloggio, in un primo momento per le ragazze della zona, affidate dai servizi sociali, poi per gli extracomunitari che arrivano a migliaia sulle coste dell’isola.
Il 28 ottobre 2006, le suore hanno accolto i primi 11 minori extracomunitari non accompagnati. Tutte le fma si sono date da fare per dare un’adeguata accoglienza, non senza timori, ma con la certezza di volercela mettere tutta per creare integrazione, irradiare calma, infondere serenità e speranza e soprattutto per creare un clima salesianamente di famiglia.
Dopo quella prima accoglienza, sono circa 300 i giovani che sono stati accolti, tutti provenienti dall’Africa. La maggioranza rimane per due o tre settimane  e poi si allontanano per seguire i propri sogni lavorativi. Alcuni sono rimasti in comunità e sono riusciti ad integrarsi con l’ambiente, la scuola, la società. Le fma svolgono pertanto un’opera educativa che consente loro di uscire dalla irregolarità e dalla clandestinità, adoperandosi per far ottenere il permesso di soggiorno nel più breve tempo possibile, facendolo poi convertire in permesso lavorativo. Secondo la testimonianza delle fma, i giovani migranti sentono molto la difficoltà della duplice appartenenza: da un lato essi sentono vivamente il bisogno di non perdere la cultura d’origine,  mentre dall’altro emerge in loro il comprensibile desiderio di inserirsi organicamente nella società che li accoglie, senza che tuttavia questo comporti una completa assimilazione e la conseguente perdita delle proprie tradizioni.
Raccontano le fma: «Ci troviamo ogni giorno con ragazzi che cercano, che sperano, che si arrabbiano, che aspirano ad un futuro diverso da quello lasciato nel loro paese natio. Nella nostra comunità ritrovano una famiglia semplice, costruita attorno allo sguardo luminoso di Don Bosco e di Maria Mazzarello. I ragazzi con noi imparano a gestire il tempo, ad occuparsi del loro corpo e dei luoghi da loro frequentati, ad entrare nei ritmi della società occidentale. Imparano la lingua italiana, che dà loro la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. La scommessa di tutta la comunità è quella di dotare questi ragazzi delle competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro. Essi si sentono spesso soli, sotto la pressione dello studio e talvolta stretti anche da difficoltà economiche. L’equipe educativa però non tralascia il loro essere adolescenti, favorendo scambi culturali con coetanei al di fuori del sistema scolastico, offrendo iniziative culturali e sociali».

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