L’anno delle crisi multiple

L’anno delle crisi multiple

Gli ultimi giorni dell’anno sono sempre giorni di bilanci. L’ufficio dei Diritti Umani fma di Ginevra, richiama la nostra attenzione su quanto ha affermato il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, che ha presentato, nei giorni scorsi, un bilancio sereno dell’azione della Comunità Internazionale per il 2008, ed ha stimato che la crisi economica e finanziaria rappresenterà durante il prossimo anno una sfida per la solidarietà mondiale.
«Questo è stato un anno difficile per tutti noi. L’ho chiamato “l’anno delle crisi multiple”. Il prossimo anno si preannuncia non meno difficile. Il nostro impegno e la nostra buona volontà saranno messi alla prova come mai prima d’ora», ha dichiarato Ban Ki-Moon durante la conferenza-stampa di fine d’anno svoltasi presso la sede delle Nazioni Unite a New York.
« Nel campo dei diritti umani, parliamo di responsabilità di proteggere. Nell’ambito più vasto degli sforzi internazionali comuni, dovremmo parlare di responsabilità di mostrarsi all’altezza», ha detto. «Riguardando al 2008, io direi in tutta franchezza che il nostro bilancio è stato soddisfacente».
Il Segretario Generale si è detto soddisfatto del modo in cui il mondo si è unito di fronte alla recessione economica. «Nondimeno temo che siamo appena alla fine dell’inizio; la crisi rappresenterà una sfida per la solidarietà mondiale, che a sua volta costituisce  la chiave di ogni soluzione», ha affermato.
Ban Ki-Moon si è inoltre dichiarato soddisfatto della capacità della comunità internazionale di fare della lotta contro il cambiamento climatico una priorità e della maniera in cui essa ha reagito di fronte alle catastrofi naturali in Myanmar e ad Haiti. Egli si è rallegrato per le elezioni democratiche in Nepal ed in Sierra Leone, ed ha ritenuto che si può essere prudentemente ottimisti sui progressi compiuti in Liberia, in Bangladesh ed in Costa d’Avorio. Ha inoltre salutato il successo di una diplomazia discreta, che ha consentito di preservare l’accordo di pace tra il Nord ed il Sud del Sudan e che è riuscita a gestire una situazione esplosiva in Kosovo.
Peraltro, egli si è detto deluso dell’atteggiamento assunto dal Governo di Myanmar riguardo al dialogo democratico e alla liberazione dei prigionieri politici, dell’incapacità della comunità internazionale di proteggere gli innocenti dalle violenze nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) malgrado il coraggio delle forze ONU, e della lentezza del dispiegamento dell’operazione ibrida UA/ONU in Darfur.
Il 2009 sarà l’anno del cambiamento climatico, ha affermato il Segretario Generale. Egli ha sottolineato i progressi compiuti nell’ambito del confronto sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, in vista del summit che si terrà tra una anno a Copenhagen sul tema. «Abbiamo 12 mesi davanti a noi fino a Copenhagen. Non abbiamo tempo da perdere», ha detto.  
Il Segretario Generale ha, inoltre, augurato che il 2009 sia l’anno della pace nel Vicino Oriente. L’Iraq, dove si terranno le elezioni provinciali nel mese di gennaio, lo Zimbabwe, dove la situazione umanitaria è allarmante, la Somalia, dove il pericolo di anarchia è tuttora presente, l’Afghanistan, dove la situazione umanitaria sta peggiorando, saranno, a suo avviso, i principali motivi di preoccupazione per la Comunità internazionale.

Ulteriori informazioni nel sito dell’agenzia di stampa delle Nazioni Unite: http://www.un.org/french/newscentre/

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