Nuove tecnologie, nuove relazioni

Nuove tecnologie, nuove relazioni

Siamo passati «da un mondo materiale ad un mondo fluido, nel quale il confine tra il reale e l’immaginario è sempre più labile. Anche se per la prima volta l’umanità si sta auto-organizzando a livello globale di fronte alle sfide della pace e dell’ambiente». Con queste parole, Derrick De Kerckhove, allievo di Marshall McLuhan e direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia all’Università di Toronto, ha introdotto il suo intervento al Convegno sul tema della 43ª Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali «Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia» svoltosi a Roma presso la Pontificia Università Lateranense lo scorso 23 aprile. «Stiamo vivendo il momento di maggiore incertezza e precarietà del secondo dopoguerra. Mentre aumentano le relazioni nei social network aumentano la lateralità, si rischia di perdere in profondità nel vivere le relazioni fuori dalla Rete. La gente ha timore di sparire a livello sociale, culturale ed economico e per questo cerca un nuovo modo di esserci» ha aggiunto lo studioso canadese.
Il Convegno di studio, suddiviso in due sessioni è stato organizzato e promosso dal Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis dell’Università Lateranense in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI ed il Centro Comunicazione e Cultura Paoline. Una sinergia che ha coinvolto tutte le Università e Facoltà pontificie di Roma in una giornata dedicata a riflettere sul rapporto tra media digitali e le trasformazioni sociali e culturali che influenzano anche l’azione pastorale.
Nella sessione del mattino si è parlato di giornalismo che cambia nell’era dei nuovi media e sta transitando verso un modello sempre più digitale, ma che non perde la sua ragion d’essere in quanto, secondo Diego Contreras della Pontificia Università Santa Croce, «la società stessa ha bisogno di un’informazione professionale e affidabile».
Sulla novità dei media ha insistito anche la relazione di Michele Sorice, docente di sociologia dei media presso la Pontificia Università Gregoriana, che ha precisato la necessità di investire e di essere presenti negli ambienti della Rete per poter produrre cultura e creatività che, in qualche modo, contrastino contenuti di basso livello che circolano in Internet.
Al convegno è intervenuta anche suor Maria Antonia Chinello, fma, della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» che ha puntualizzato come la ricerca sulla comunicazione del sé negli ambienti virtuali si è presto interrogata sui significati e i processi che si attivano quando in una interazione elettronica mancano le “garanzie” dell’identità della persona, mediate dai codici non verbali. Nelle interazioni elettroniche, attraverso strategie, tecniche e mezzi, ogni persona cerca di offrire un’immagine accettabile, piacevole, perché la comunicazione sia autentica reciproca. Ha infine indicato alcune attenzioni per educarsi a relazioni di rispetto, dialogo, amicizia: educare alla responsabilità dell'identità personale; al primato della relazione e alla percezione di sé; alla partecipazione e al dialogo, a raccontare e a fare memoria.
Infine, il prof. Fabio Pasqualetti, docente di teorie e tecniche del linguaggio radiofonico alla Pontificia Università Salesiana, ha proposto una riflessione su Nuove tecnologie: nuove sfide personali e collettive. Per un utilizzo attivo, critico e responsabile.
La mattinata si è conclusa con la relazione di don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI che, riflettendo sul periodo del pontificato di Benedetto XVI, durante il quale di fatto Internet è diventata una grande «rete sociale» ha sottolineato che «il web non è più un agglomerato di siti isolati e indipendenti tra loro, ma sempre più un luogo di partecipazione e di condivisione». Da qui l’invito alla Chiesa perché nella sua azione pastorale sia presente con una comunicazione di qualità anche nel continente digitale.

Nel pomeriggio, all’intervento di Derrick De Kerckhove sono seguite le presentazioni di due esperienze in rete: Vivere in rete: l’esperienza del network www.paoloditarso.it con Fabio Gallo, esperto di connettività  e Un netbook per ogni bambino con l’insegnante elementare Paola Limone.
Exallieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Rivoli, nella presentazione del Progetto Un netbook per ogni bambino, Paola ha insistito sul valore aggiunto che l’utilizzo di una tecnologia ha portato alla didattica affermando che l’esperienza di studiare a casa e a scuola con un computer, vissuta insieme insegnanti-bambini-famiglie, ha rafforzato i rapporti di collaborazione, ha aiutato a ricercare informazioni pertinenti in Rete, ha fornito una maggior capacità di riassumere e di rielaborare le informazioni, ma soprattutto ha reso grandi e piccoli navigatori consapevoli, critici, attenti.
Il convegno si è concluso con la consegna del Premio Paoline Comunicazione e Cultura 2009 a Don Fortunato Di Noto e alla sua Associazione Meter Onlus che da anni è impegnata nel prevenire e combattere la pedopornografia online.

 

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