Ad un anno dall’arrivo in Sri Lanka

Ad un anno dall’arrivo in Sri Lanka

L’ispettoria indiana di Chennay San Tommaso Apostolo (INM) sta per festeggiare un anno di presenza in Sri Lanka. Era il 30 giugno dell’anno scorso quando suor Nirmala Mudiappaswamy, suor Shanthi Selvi Kanickaraj, suor Anna Mary Rosintha Anandan, suor Mary Sheela Chinnanayagam, suor Rackel Mary Arokiasamy e suor M. Mary Paul hanno aperto le due prime comunità in questa Nazione.
Le due presenze sono una a Negombo e un’altra a Nochchiyagama.
Abbiamo avuto la possibilità di incontrare a Roma due sorelle delle due comunità che ci hanno parlato della loro esperienza.

Suor Chinnanayagam Mary Sheela si trova nella comunità di Negombo: è insegnate di informatica al Don Bosco Technical, Istituto professionale gestito dagli sdb. La difficoltà più grande che ha vissuto in questo primo anno è stata quella della lingua. Lei insegna in inglese e parla in inglese con i propri studenti, per permettere a questi di migliorare in questa lingua. Ma i troppi impegni fino ad ora non le hanno permesso di imparare la lingua del posto, e questo a volte le crea difficoltà. Le altre due sorelle che sono con lei nella comunità svolgono principalmente un lavoro di assistenza sociale.
La comunità si trova in un complesso costruito grazie a progetti sostenuti dal VIS Italia che ha ricostruito delle abitazioni per chi aveva subito danni dallo tzunami. La città ha come sua attività economica principale la pesca, e i pescatori sono coloro che hanno subito più danni dallo tzunami. Hanno perso tutto e ora stanno cercando di ricostruire la propria attività. In questo complesso vivono 195 famiglie, la maggioranza sono cattoliche. Alcune sono originarie del posto, altre invece sono sfollate. Quando finisce la stagione della pesca, gli uomini si spostano in altre città per lavoro e le donne rimangono a prendersi cura della famiglia.
Anche le fma vivono in un appartamento che si trova all’interno del complesso di case, accanto alla scuola degli sdb. Le nostre sorelle seguono il doposcuola dei bambini che frequentano.
Inoltre lavorano nella scuola materna, seguono gruppi giovanili, ma soprattutto fanno da supporto alle famiglie.
Alla domanda di come la gente le avesse accolte, suor Sheela ha risposto: «La gente in generale ci ha accolte bene, qualcuno all’inizio si è mostrato un po’ indifferente, però dato che stiamo sempre insieme a queste famiglie interessandoci della loro vita, si stanno accorgendo che siamo lì per aiutarli e quindi si rivolgono con più fiducia a noi per chiedere consigli, per parlare ecc».
Negombo  è una grande città. La seconda dopo Colombo.
Per suor Sheela l’esperienza più bella fatta quest’anno è stata la possibilità di lavorare con i giovani. Molti di loro lasciavano gli studi.  Ma con il metodo salesiano, che ascolta i giovani e i loro problemi, che li sostiene e li incoraggia, molti scelgono di andare all’Università. In ogni momento si sviluppa il rapporto che ha con loro e vede che la loro vita migliora.

La comunità di Negombo collabora molto con i Salesiani che hanno il coordinamento di tutto il complesso che ruota intorno alla scuola tecnica. Le fma sono libere di gestire il loro lavoro pastorale con le famiglie. C’è però condivisione delle informazioni sul lavoro che si svolge. Sono le fma a stare proprio con la gente, soprattutto come assistenti sociali. La programmazione viene fatta insieme e poi sono autonome nel portarla avanti.

L’altra è sorella che incontriamo è suor Kanickaraj Shanthi e lavora in un villaggio più a nord del paese, nell’area buddista a Nochchiyagama. Anche qui la comunità fma è vicina a quella degli sdb che hanno una scuola tecnica, mentre le tre fma hanno una casa di ospitalità per ragazze.  Ospitano 10 ragazze e hanno già tre giovani in verifica e orientamento, che stanno imparando l’inglese e approfondendo la spiritualità salesiana.
Suor Shanthi è la direttrice, è riuscita ad imparare il singalese e questo è un vantaggio per avvicinare le persone del posto. Una delle suore va ad insegnare taglio e cucito nella scuola professionale tenuta dagli sdb, un’altra va ad insegnare alla scuola materna nella parrocchia dove le famiglie dei bambini sono in maggioranza buddiste. Con queste famiglie c’è apertura e dialogo e le suore sono viste con simpatia.

La situazione politica del Paese è complessa, e la tensione si sente soprattutto al nord, che fu roccaforte delle Tigri Tamil. Le fma sono state invitate in questi villaggi dove hanno trascorso alcuni giorni nelle diverse parrocchie e hanno visto come ci sono tante ragazze che vorrebbero seguire le suore, ma per il momento è molto pericoloso. Infatti, ci racconta suor Shanthi, due delle aspiranti vengono da questa zona, dalla diocesi di Mannar.
Per loro tenere il contatto con queste ragazze è molto difficile. I Vescovi sono accoglienti danno loro ospitalità ma in questo momento c’è il timore della sicurezza.
Gli sdb sono in questa zona da 5 anni, il Vescovo di Mannar , vedendo ciò che fanno gli sdb per i ragazzi vorrebbe le fma per le ragazze.

Suor Shanthi ci racconta l’esperienza più bella vissuta in questo anno:  «Vivere in una comunità con altre due sorelle e con le ragazze mi ha ricordato lo stile di Mornese. Abbiamo imparato la lingua e stiamo costruendo insieme la nostra presenza in questo terra. Il clima è festoso, con le ragazze si prega, si canta. Esse fanno delle ricreazioni animate. La gente ci ha accolte bene. Come comunità cerchiamo di testimoniare la gioia salesiana di stare insieme e le ragazze lo notano e ne rimangono impressionate».

Guardando al futuro, entrambe sognano altre presenze proprio in quelle parrocchie dove adesso non è possibile andare e dove ci sono tante ragazze desiderose di fare un cammino cristiano e salesiano.

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