Una memoria piena di gratitudine

Una memoria piena di gratitudine


Il 25 agosto 1969, a Sucúa (Ecuador), il piccolo aereo che trasporta in città suor Maria Troncatti precipita pochi minuti dopo il decollo, sul limitare di quella selva, che è stata per quasi mezzo secolo la sua “patria del cuore”, lo spazio della sua donazione instancabile fra gli “shuar”.
Suor Maria vive il suo ultimo decollo: quello che la porta in Paradiso! Ha 86 anni, tutti spesi in un dono d’amore.
Scriveva: «Sono ogni giorno più felice della mia vocazione religiosa missionaria!».

Era partita dall’Italia per l’Ecuador nel 1922, anno giubilare per l’Istituto, e non fece mai più ritorno in patria.
Nella Selva equatoriana annunciò e testimoniò a tutti l’amore del Padre.
Era la “madrecita”, sempre sollecita nell’andare incontro non solo agli ammalati, ma a tutti quelli che avevano bisogno di aiuto e di speranza.
Dal semplice e povero ambulatorio giunse a fondare un vero ospedale e preparava lei stessa le infermiere.
Era “medico” per il corpo e per lo spirito: mentre curava o distribuiva medicine consigliava ed evangelizzava.
Con materna pazienza ascoltava, favoriva la comunione tra la gente ed educava al perdono indigeni e coloni.
«Uno sguardo al Crocifisso mi dà vita e coraggio per lavorare», questa è la certezza di fede che ha sostenuto la sua vita.
In ogni attività, sacrificio o pericolo si sentiva sorretta dalla presenza materna di Maria Ausiliatrice.

L’8 novembre 2008, la Chiesa l’ha dichiarata VENERABILE.
Ora attende l’ora della beatificazione che possiamo affrettare affidandoci al Padre per sua intercessione.
Invochiamola con grande fiducia e siamo certe che continua dal Cielo la sua bella missione di curare le ferite del corpo e dello spirito.

Uno dei missionari di allora, padre Giovanni Vigna, ci ha lasciato questa testimonianza di suor Maria Troncatti:
«È l’incarnazione stessa della semplicità e della furbizia evangeliche. Con quale squisita maternità conquista i cuori!
Trova ad ogni problema una soluzione che risulta, alla luce dei fatti, sempre la migliore.
Non dimentica mai che deve fare con esseri deboli e peccatori.
L’ho vista trattare la natura umana sotto tutti gli aspetti, i più miserevoli anche: ebbene li ha trattati con quella superiorità e gentilezza che in lei era cosa spontanea e naturale.
Ciò che mi sorprende è che in tutto e sempre rimaneva squisitamente donna. Direi quanto più vergine, tanto più madre».

Maria Troncatti

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