Nobel per la Pace alle donne africane

Nobel per la Pace alle donne africane

Reggono l'economia familiare, sono protagoniste della micro finanza, lottano contro la diffusione dell'HIV e spesso trainano la vita politica e sociale. Per questi e altri motivi, un comitato internazionale composto da cittadini e personalità con ruoli internazionali riconosciuti ha lanciato l'idea di assegnare alle donne africane il Nobel per la pace 2011.

La proposta nasce a partire dalla constatazione del ruolo crescente che le donne africane hanno acquisito nella vita quotidiana del Continente. Le donne sono protagoniste e trainanti, sia nei settori della vita quotidiana che nell'attività politica e sociale. Sono le donne in Africa che reggono l'economia familiare nello svolgimento di quell'attività, soprattutto di economia informale, che permette ogni giorno, anche in situazioni di emergenza, il riprodursi del miracolo della sopravvivenza. Le donne da decenni sono protagoniste nel microcredito che ha permesso la nascita di migliaia di piccole imprese. Sono capaci nell'organizzazione della gestione dell'economia: esistono in Africa migliaia di cooperative che mettono insieme donne impegnate nell'agricoltura, nel commercio, nella formazione, nella lavorazione di prodotti agricoli. Le donne africane stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l'organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nei villaggi. Stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella difesa della salute, soprattutto contro il morbo dell'HIV e della malaria.

Sono loro che svolgono spesso formazione sanitaria nei villaggi. Sono i gruppi organizzati di donne che si stanno impegnando contro pratiche tradizionali dell'infibulazione e della mutilazione genitale. Sono le donne africane, infine, che riescono a organizzarsi per lottare per la pace e a mantenere la vita anche nelle situazioni più tragiche, in un impegno politico spesso capillare e non riconosciuto. Molto spesso con il rischio di subire violenza e sopraffazione. L'Africa oggi può sperare nel proprio futuro soprattutto a partire dalle donne comuni, quelle che vivono nei villaggi o nelle grandi città, in situazioni spesso di emergenza, e di cui le donne che sono emerse, sia nella politica, sia nella cultura, sia nell'attività imprenditoriale, non sono che un'espressione visibile.

Noi FMA, donne consacrate a Cristo e per i giovani, siamo presenti nella terra di Africa e Madagascar con 517 sorelle, di cui 83 sono Juniores e 35 Novizie. Viviamo in 87 comunità inserite in 22 Nazioni e totalizziamo 8 Province religiose. Ci dedichiamo a una svariata quantità di opere educative, che spaziano dalla scuola di vari ordini e gradi, alla formazione professionale, alla catechesi e pastorale giovanile, alle case famiglia, alla promozione delle donne e delle bambine. In ogni contesto, ci collochiamo in cammini di sintonia con le Chiese locali soprattutto con l'attenzione ai più poveri e svantaggiati.

Per ulteriori informazioni e per poter firmare l'appello visita il sito http://www.noppaw.org/

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