Elogio alla lentezza?

Elogio alla lentezza?

Si può fare l'elogio della lentezza in un tempo caratterizzato da ritmi di lavoro, di movimento e di comunicazioni sempre più veloci e incessanti?
Mi sono posta la domanda provocata da quanto letto sul numero di CEM Mondialità di luglio.

Si legge nella rubrica “Pedagogia della lumaca”: «Quello della lentezza non è un discorso che riguarda i bambini, ma prima di tutto è rivolto agli adulti, genitori, educatori, insegnanti». L'autore della rubrica Gianfranco Zavalloni prende spunto dall' “Elogio dell'educazione lenta” di Joan Domènech citandone il seguente brano: «Gli educatori devono avere il tempo per la lettura e l'ozio, per vivere la sessualità e le relazioni personali ed emozionali di coppia, il riposo per viaggiare e conoscere altre realtà, per la famiglia, i conoscenti, gli amici … una parte importante la si deve dedicare a poter disimparare, per poter tornare ad imparare, per poter creare. Devono riservare tempo per la riflessione e la meditazione, per l'osservazione della natura e la conoscenza della società. È troppo importante questa professione per non insistere su questi aspetti. Gli educatori devono avere tempo per sognare un'educazione migliore».

Immagino che il testo si presti a molti commenti e osservazioni. Per alcuni versi ci sentiamo in sintonia, per altri no, forse abbiamo interiorizzato troppo il non “dovere sprecare il tempo”.

A mio avviso credo che un elogio della lentezza si possa fare, soprattutto se per lentezza intendiamo la capacità di fermarci e assaporare tutto ciò che è vita intorno a noi: gli sguardi delle presone che incontriamo, i paesaggi delle città o dei villaggi che attraversiamo, le storie che ci vengono raccontate e quelle che siamo chiamati a vivere.

L'arte di educare si ispira alla vita e vuole generare vita. Se l'educatore si perde solo dietro una miriade di attività fatte con l'ansia di seguire la tabella di marcia, forse rischia di perdere la parte migliore: l'incontro con la vita dell'altro nelle sue profondità.

In fondo anche l'incontro con l'Altro per eccellenza ci richiede tempi in cui sostare davanti a lui, senza guardare l'orologio, ma facendo quasi fermare il tempo per vivere scampoli di eternità.

Anna Rita Cristaino 

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7 commentaires
30/07/2010 - Sr Claudia

Grazie, la riflessione è molto opportuna, oggi.Penso che anche Gesù, che con i suoi non trovava tempo per mangiare e riposare... si era "perso" - come don Bosco - a trastullarsi con i fanciulli, ad ammirare la natura e la "vita", che gli forniva tante immagini di riflessione...a cercare la relazione con gli amici... Bisogna ritrovare se stessi, scoprirci dentrpo, godere di Dio in noi.. Grazie!

30/07/2010 - sr Mariangela

Certo che è bello andare con calma ma non troppa per certi tipi!!!;-) Ho visto gli Alburni qualche giorno fa!! ..li conosci?;-) mi fanno pensare alla calma che viene dal contemplare la natura dove tuitto è nato lentamente nei secoli! Forse dobbiamo ricordare più spesso il motto di don Bosco "Lavoro e temperanza" e darci delle soste! Gustare di più le nostre fonti ci fa bene e.. ci fa rallentare!! ciao! Buona estate!

30/07/2010 - liduina

Achei interessante o texto sobre a lentidão. Na realidade esta palavra por muito tempo até na nossa formação não foi muito entendida.O tempo nos ajudou a compreender o verdadeiro sentido. Que não seria lentidão,mas tranquilidade em ver, trabalhar, viver os mementos como se fosse os ultimos momentos.Obrigada

30/07/2010 - liduina

Achei interessante o texto sobre a lentidão. Na realidade esta palavra por muito tempo até na nossa formação não foi muito entendida.O tempo nos ajudou a compreender o verdadeiro sentido. Que não seria lentidão,mas tranquilidade em ver, trabalhar, viver os mementos como se fosse os ultimos momentos.Obrigada

30/07/2010 - liduina

Achei interessante o texto sobre a lentidão. Na realidade esta palavra por muito tempo até na nossa formação não foi muito entendida.O tempo nos ajudou a compreender o verdadeiro sentido. Que não seria lentidão,mas tranquilidade em ver, trabalhar, viver os mementos como se fosse os ultimos momentos.Obrigada

29/07/2010 - Sr. Ernielyn, FMA

This is so true! A simple yet profound truth =) I will certainly share this with our co-educators here in our school. God Bless!

29/07/2010 - Lean Banalo

Grazie Suor Anna Rita! Thank you for this article. i certainly agree and beleive that no matter how busy we are as educators, we must learn and know how to pause, to reflect, to enjoy, to breathe, to sit down with the One who knows it all... to live life as we should. May we all learn this art.


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