Un mondo da ricostruire

Un mondo da ricostruire

Suor Lina Abou Naoum ci scrive ancora dal Libano per raccontarci queste settimane senza guerra.
«Questo mese è stato molto carico di lavoro. Nei 33 giorni di guerra eravamo come paralizzate, non riuscivamo neanche a leggere un libro o a lavorare e abbiamo impiegato almeno 3 settimane in attesa di sapere se la vita poteva ricominciare normalmente. Ora, dai primi del mese, stiamo correndo per recuperare tutta la preparazione necessaria degli insegnanti e delle attività per poter iniziare la scuola il 9 di ottobre. Certamente la scuola incomincia in ritardo a causa del lavoro di ricostruzione in tutto il Libano: classi distrutte, strade, ponti. Il Paese rinasce con difficoltà e tutti risentono la fatica del cominciare da capo. Per preparare ogni cosa al meglio, tutta la mattinata sono con le insegnanti e il pomeriggio accolgo i genitori dei nostri alunni in direzione. Lavorerei giorno e notte senza interruzione pur di vedere la scuola aperta, perché questo darà la sensazione che la guerra non ricomincerà.
Di recente in Libano ci sono state due grandi manifestazioni organizzate da correnti politiche opposte: la prima degli Hezbollah che ribadivano il loro diritto a tenere le armi fino a quando Israele si ritirerà dai terreni presi in Libano e ci saranno garanzie internazionali; la seconda manifestazione è di un’altra corrente libanese che sostiene invece il dialogo e invita gli estremisti a deporre le armi.
A dire la verità, non respiriamo ancora una vera pace. Apparentemente tutto è calmo ma  una nuova scintilla potrebbe far precipitare la situazione o all'interno del Libano o con Israele nuovamente. Per questo mi auguro che la scuola incominci per non sentirci più in guerra.
Per il nuovo anno scolastico abbiamo delineato a grandi linee il progetto che punterà su:
- Vivere la pace diversamente
- Combattere la violenza
- Il risveglio dell'arte (la bellezza e l'arte come mezzo per far rinascere immagini e sentimenti positivi nei cuori degli alunni).
Un gruppo di maestre ha insistito per disegnare un aereo nelle proprie classi, sottolineando che è un mezzo di trasporto per viaggiare e scoprire il mondo, perché vogliono cancellare dalla mente degli alunni la paura degli aerei che hanno distrutto il Libano.
Si sente davvero il bisogno di ricominciare».

Chi volesse contribuire con un sostegno in denaro, può versare il suo contributo di solidarietà alla nostra sede centrale che provvederà a farlo pervenire direttamente all`ispettoria del Medio Oriente Gesù Adolescente
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causale: emergenza Libano

Le somme versate saranno tempestivamente devolute a destinazione 

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