Viaggio apostolico di Benedetto XVI in Turchia

Viaggio apostolico di Benedetto XVI in Turchia In questi giorni seguiamo il viaggio apostolico del Santo Padre in Turchia (dal 28 novembre al 1° dicembre), viaggio in una terra che si può definire santa per la Chiesa. È in essa, infatti, che la comunità cristiana, soprattutto nei grandi centri di Antiochia e di Efeso, ha preso coscienza della sua identità e si è consolidata. Qui la Chiesa si è aperta a tutte le espressioni culturali. Da queste terra è partita la prima evangelizzazione sia dell’Estremo Oriente sia dei popoli slavi.
Leggiamo dal sito del Vaticano che questo è un viaggio pastorale, ecumenico e all’insegna del dialogo con il mondo islamico. «La Chiesa cattolica di Turchia, nelle sue espressioni rituali diverse (latina, armena cattolica, siro cattolica, caldea) costituisce una piccola minoranza all’interno di un mondo musulmano prevalentemente sunnita. Nel presente momento storico, che ha visto il sorgere e l’affermarsi di forme d’intolleranza religiosa, Papa Benedetto XVI, mediante l’annuncio della Parola e la celebrazione dei Sacramenti, viene a confermare la comunità cattolica di Turchia nella fedeltà a Cristo e nella speranza in Lui».
Le celebrazioni dell’Eucaristia con i fedeli cattolici di Turchia sono due. La prima ha luogo presso il santuario mariano nazionale di Meryen Aria Evi (Casa della Madre Maria), ad Efeso, città in cui il concilio del 431 proclamò la sua divina maternità, ma anche dove   secondo una tradizione   Maria sarebbe vissuta per un certo tempo insieme con l’apostolo Giovanni. Il santuario è punto d’incontro e di preghiera per cristiani e per musulmani che in Maria riconoscono la madre sempre vergine di Gesù eletta da Dio per il bene dell’umanità. La seconda celebrazione Eucaristica ha luogo il 1° dicembre ad Istanbul nella Chiesa cattedrale dello Spirito Santo.
Papa  Benedetto XVI ha posto come priorità del suo pontificato l’impegno ecumenico. Il viaggio ad Istanbul trova un primo momento significativo nell’incontro di preghiera e di dialogo del 29 novembre tra il Santo Padre e Sua Santità Bartolomeo I nella Cattedrale patriarcale. Il cuore della visita al Patriarca Ecumenico si ha il 30 novembre, giorno della memoria liturgica dell’apostolo Andrea. La partecipazione del Papa alla Liturgia seguita da una breve preghiera comune e dallo scoprimento di una lapide in memoria degli ultimi tre pontefici che hanno visitato il patriarcato, si conclude con la lettura e la firma di una dichiarazione congiunta tra il Santo Padre ed il Patriarca Bartolomeo I.  Il carattere ecumenico del viaggio del Vescovo di Roma alle Chiese sorelle di Turchia viene sottolineata anche dalla visita che egli fa nello stesso giorno a sua Beatitudine il Patriarca Mesrob II Mutafyan, nella sede del Patriarcato Armeno Apostolico. Il momento d’incontro personale e di comune preghiera e lo scoprimento di una lapide in lingua armena e turca a ricordo della visita di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e, ora, di Benedetto XVI vogliono significare il legame che esiste tra la Chiesa armena apostolica e la Chiesa cattolica.
È significativo che il primo viaggio del Santo Padre in un paese a maggioranza musulmana inizi proprio nella terra dalla quale Abramo, comune patriarca per ebraismo, cristianesimo ed islam intraprese il suo viaggio nella fede in Dio. La memoria di queste radici comuni che legano le tre religioni è un segnale che il papa lancia per il superamento delle contrapposizioni che nei secoli hanno talvolta opposto tra loro ebrei, cristiani e musulmani.
Per approfondimenti visita il sito www.vatican.va   

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