Un nuovo Stato in Africa

Un nuovo Stato in Africa

Il 9 luglio 2011 è stata proclamata l'indipendenza del Sud Sudan, il 54° stato dell'Africa e il 193° nel sistema delle Nazioni Unite. È con gioia che salutiamo questo giorno, dopo tanta sofferenza e morte! “Ci sono voluti 191 anni di lotte per arrivare a questo traguardo”: così ha sostenuto in un messaggio alla nazione il primo presidente del nuovo Stato, Salva Kiir Mayardit. È infatti dal 1820 che i popoli del Sud Sudan hanno lottato contro schiavisti e colonizzatori, sia arabi che europei. Anche dopo l'indipendenza del Sudan (1956), il Sud ha resistito al regime di Khartoum con due guerre civili, durate quasi 40 anni, guerre spaventose con due milioni di morti e milioni di rifugiati.

L'accordo di pace fra il Nord e il Sud del Sudan siglato a Nairobi nel 2005, prevedeva anche un referendum in cui i popoli del Sud potessero liberamente esprimersi sul loro futuro. Il 9 gennaio 2011 il Sud Sudan, in modo pacifico, con molta dignità e impegno civico ha tenuto il referendum, che ha sanzionato quasi all'unanimità l'indipendenza. I vescovi cattolici hanno definito questo nuovo Stato “una unica nazione da tanti gruppi etnici, lingue e popoli”.

Purtroppo il governo di Khartoum, nel Sudan del Nord, non sostiene la nascita legittima del nuovo Stato e continua a reagire con una guerra militare ed economica contro il Sud: bombardamenti, profughi, arresti, esecuzioni sommarie, genocidi (prima a Darfur ed ora contro la popolazione Nuba), occupazione militare di cittadine e villaggi al confine tra i due stati, in una larga zona ricca di petrolio e di importanza strategica. Ancora in questi giorni molte chiese sono state saccheggiate e distrutte. Sono state inoltre chiuse le vie di comunicazione verso il Sud dove ora scarseggiano i viveri e il carburante.

Tanta gente, giovani ed anziani, uomini e donne, e tutta la comunità cristiana, le nostre sorelle (appartenenti alla Visitatoria AES) hanno vissuto e vivono sulla loro pelle tutti questi avvenimenti… Le FMA sono presenti nel Sudan, a Khartoum, con due comunità e nel Sud Sudan in tre comunità, a Wau, Tonj e Juba. In tutte le comunità, con opere educativo-scolastiche, sociali e di promozione, di evangelizzazione e di educazione alla fede, la priorità è data alle giovani donne, ai piccoli, ai poveri. È un servizio alla vita che cresce, nonostante la sofferenza ‘scritta' nel quotidiano di tante generazioni di sudanesi… ed è un servizio alla speranza, più forte di ogni dolore, trauma, paura subiti per tanti anni.

Una particolarità interessante nel Sud Sudan è l'impegno intercongregazionale di tanti Istituti religiosi che hanno messo insieme competenze, risorse e personale per dare risposte rilevanti ai bisogni educativi e della salute di questa giovane nazione. Una FMA è presente nella comunità intercongregazionale a servizio della formazione qualificata degli insegnanti di scuola secondaria.

Mentre esultiamo con i popoli del Sud Sudan per l'indipendenza, tanto agognata, solidarizziamo con questo nuovo Stato che ha iniziato il suo cammino: è una nazione fra le più povere del pianeta, ma con immense risorse e potenzialità, quelle stesse risorse e potenzialità che causano la violenza, perché troppe ‘potenze' ne sono interessate.

Nella capitale Juba, tra l'8 e il 9 luglio si è annunciata la nascita della nuova nazione poco prima della mezzanotte, si è proclamata l'indipendenza del Sud Sudan: la bandiera nazionale del Sudan è stata ammainata e la nuova bandiera del Sud Sudan è stata innalzata, mentre la gente con commozione ha cantato l'inno nazionale e gli occhi di chi ha tanto sofferto hanno brillato di gioia... Il nostro augurio si fa preghiera perché il Nord e il Sud Sudan ritrovino pace e giustizia: la fede li sostenga.

Elena Rastello

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