La vita alle Isole Salomone

La vita alle Isole Salomone

Honiara (Isole Salomone). Suor Anna Maria Gervasoni della comunità fma di Honiara scrive raccontando un po' la vita e la missione in queste terre: «Mentre una parte del mondo è in vacanza al mare, qui il nostro mare non ci lascia mai tranquilli. L'innalzamento del livello delle acque è una realtà che tutto il Pacifico sta vivendo drammaticamente. Nel nostro piccolo vediamo che pian piano la spiaggia in fondo alla strada diminuisce sempre più. Nel giro di quattro anni è praticamente sparita, la vediamo solo quando c'è la bassa marea. La nostra gente ama costruire le case proprio sulla riva, ma un po' alla volta dovranno andar via. In alcune isole, cosiddette artificiali perché costruite accumulando montagne di sassi e rocce in punti della laguna dove l'acqua è molto bassa, cercano di far fronte alla situazione erigendo muri di pietre lungo i bordi che, sistematicamente, vengono abbattuti dalle maree e, altrettanto sistematicamente, ricostruiti il giorno dopo.

Ci sono interi arcipelaghi a rischio di “estinzione” , sia delle terre che delle popolazioni e non si sa proprio cosa fare perché il problema non può essere affrontato da noi qui, ma dovrebbe essere affrontato in modo preventivo, ma la gente sulle “terra ferma” non sente il pericolo che noi sen tiamo costantemente.

Altro che continuamente ci tiene in allarme, sono gli allarmi tsunami. L'ultimo è stato quello che ha colpito poi in modo molto violento il Giappone.

Non ci sono sirene o altri segnali per segnalare l'emergenza. Noi per esempio, durante l'ultimo tsunami, eravamo a cena e in tv abbiamo appreso la notizia che era già in atto, poi accendendo la radio abbiamo ascoltato che avvisavano la gente di mettersi al sicuro sulle colline, perché l'allarme era per tutte le isole del pacifico. Per strada c'erano colonne di persone a piedi, con zaini in spalla e bambini per mano che tranquillamente e ordinatamente andavano verso l'interno della pianura dove ci troviamo.

A dire la verità nessuna di noi aveva intenzione di andarsene: di sera, al buio, con la pioggia, dove? Non ci sono punti di raccolta, naturalmente, si va all'interno dell'isola, dove capita.

La nostra via parte dalla strada principale (che corre parallela alla costa) e arriva direttamente al mare dopo un chilometro e mezzo. Le nostre due case sono in cemento armato e la nostra abitazione è al secondo piano. Era venerdì, quindi le ragazze erano tutte a casa loro, così ci siamo dette: restiamo! Sulla nostra stessa via c'è il convento dei frati domenicani e la scuola salesiana. Abbiamo telefonato ai frati e loro ci hanno detto che erano tutti lì, ed anche i nostri confratelli salesiani non si erano mossi. ‘Se tutti i religiosi sono al loro posto, lo tsunami non arriva' questa era una nostra convinzione.

Un'altra sicurezza per noi era che esattamente sulla spiaggia, in fondo alla nostra via, è situata la base militare internazionale, e da lì non si era mosso ancora nessuno, non c'erano sirene né elicotteri in moto.

Ad ogni modo, alla una di notte la famosa onda di ritorno che avrebbe dovuto abbattersi sulle nostre coste non si era ancora vista, ma una lunga colonna di camion con i soldati aveva lasciato la base per andare sulle colline a portare aiuti e ristoro alla gente che avrebbe passato lì tutta la notte, sotto la pioggia che ancora non era cessata.

Intanto il nostro oratorio da spiaggia continua ininterrotto... e con qualche sorpresa.

Sono ormai tre mesi, infatti, che sulle spiagge dove si trova la nostra parrocchia, tre coccodrilli hanno cominciato a circolare. Hanno mangiato qualche maiale e terrorizzato i pescatori che al mattino escono con le canoe per il loro lavoro. Ora non è più possibile giocare a calcio sulla sabbia, né tantomeno fare i giochi in acqua.

Non è mai stata una zona marina tranquilla. Infatti, essendo il fondale sabbioso, spesso le razze (tipi di pesci chiamati anche raiformi ) si rifugiano vicino alla riva e ogni tanto capitava che qualcuno venisse punto dalla loro coda. È velenosa, mortale specialmente per i più piccoli, ma basta un impacco con il cherosene e il pericolo è scampato, con tante lacrime e l'abbraccio della mamma. Ma le razze in genere se ne vanno tranquillamente quando l'orda dei bambini si butta in acqua. Come tranquillamente se ne vanno anche gli squali, che qui non amano la folla e lo schiamazzare festoso degli oratoriani... e poi con i grassi dugonghi che circolano in queste acque, non sono interessati agli ossuti bambinetti, né tantomeno alle suore che, si sa, sono un pò dure da digerire!

Ma i coccodrilli! Quelli non guardano nel piatto, basta che si mangi! Salgono fin sulla spiaggia e arrivano alle capanne più vicine. Non hanno paura dell'uomo e sono fortissimi, niente li ferma. Ora se si vuole fare il bagno in mare ci deve essere una vedetta, ma ancora non è sufficiente, perché non sempre il coccodrillo nuota in superficie, spesso cammina sul fondale e tira giù la preda in un batter d'occhi.

Che fare! Niente. Sono nel loro ambiente, nelle loro acque. L'esercito internazionale pattuglia ininterrottamente le spiagge. Sono gli unici che possono portare le armi da fuoco nelle Isole Salomone e che quindi possono uccidere questi portentosi animali.

Anche per noi questo è un periodo di pausa. Un mese alla metà dell'anno scolastico e poi si riprende per la volata finale. Ora quindi è possibile fare tutti quei lavori di manutenzione alla casa, che durante l'anno, con trenta ragazze ospiti, non è possibile, ma che sono necessari.

Ma come diceva il beato Clemente Vismara, la vita è bella solo se la si dona».

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3 commentaires
16/07/2011 - sistaele

Care sorelle che vivete a Honiara, grazie per la vivace condivisione che descrive così tanta vita vissuta in pienezza con la `vostra` gente e soprattutto con le vostre giovani... sentiteci vicine e grazie perché vivete la verità e l`essenzialità del "la vita è bella solo se la si dona!".

15/07/2011 - kathleentaylor

Dear sisters, What a joy to read your interesting news. It is great to know that in spite of all the dangers, you are continuing your mission full of zeal and courage. Please send the crocodiles away before I come next year! Holding you all very much in my heart and looking forward to my visit. With deep affection and gratitude. sr. Kathleen

14/07/2011 - franca

Leggo con molto gusto la relazione di sr. Anna Maria Gervasoni. La ringrazio perché fa gustare e rivivere gli eventi con una presentazione aneddotica che senti aderente alla realtà. Oltre allo stile di sr. Anna Maria, ammiro soprattutto il coraggio e la fede dei missionari e delle misisonarie, tipo: "se ci sono le suore e i religiosi lo tsunami non può arrivare qua". Madre Mazzarello, nel 60° anniversario della sua canonizzazione, non può che rallegrarsi della santità delle sue figlie.


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