"Io ti darò la maestra". Giornate di riflessione su Maria

"Io ti darò la maestra". Giornate di riflessione su Maria Avvicinandoci alla festa dell’Immacolata, vogliamo condividere l’esperienza di approfondimento della spiritualità mariana attuata dalla Conferenza interispettoriale di Spagna e Portogallo (CIEP). A raccontarcela è suor  Carme Canadell fma dell’ispettoria N. S. del Pilar di Barcellona (SBA).
«Le fma, a 120 anni dal loro arrivo in Spagna, hanno celebrato alcune giornate mariane a Leon, Valencia, Madrid, Fátima, Las Palmas di Gran Canaria e Sanlúcar la Mayor (Siviglia), tra aprile ed ottobre di questo anno, organizzate dalla Conferenza interispettoriale Spagna e Portogallo (CIEP). Con obiettivi e contenuti comuni, gli incontri erano rivolti a fma, laici e laiche delle comunità educanti e, in generale, ai membri della Famiglia salesiana. In totale sono stati circa 500 partecipanti.
Il proposito era quello di rilanciare la presenza di Maria nelle diverse realtà educative ed approfondire il contenuto teologico-spirituale di questa figura centrale nel messaggio cristiano e  nel carisma salesiano.
Con la metodologia di ascolto e laboratorio, si è dato continuità al tema del Congresso Mariano Internazionale celebrato a Roma nel dicembre 2004 dal tema Io ti darò la Maestra.
I Relatori e Relatrici: sdb, teologhe, religiose e laici/che, hanno offerto un profilo di Maria vicino ai giovani, con la convinzione che l'educazione mariana si identifica con l'educazione integrale, poiché Maria è il miglior paradigma dell'antropologia cristiana.
 
Maria ci è vicina
Si è constatato che  Maria di Nazareth affascina ancora i giovani. Essi si identificano nella ragazza ebraica che si fa largo in una cultura in cui le donne non hanno considerazione sociale e familiare ed il cui unico prestigio è avere un figlio maschio, vivendo in un universo chiuso e sottomesso al marito. Il sì di Maria ai piani di Dio, pronunciato in libertà, la rende ancora più libera. I giovani vogliono riconoscersi in "Maria donna libera" che decide per se stessa.
Maria collabora coi piani di Dio e arriva ad essere madre del Messia. Vivrà accanto al figlio l'avventura di essere madre, presterà al bambino il calore del suo grembo e, dopo, la sua comprensione e il suo aiuto durante la sua vita. L'educherà, gli trasmetterà la sua esperienza religiosa. L'accompagnerà sempre, soprattutto nel suo dolore. In Lei i giovani possono vedere le tante donne che lottano attualmente per i loro diritti,
 le madri che consegnano la loro vita per educare i propri figli. Maria è la donna del quotidiano, con le sue gioie e le sue pene, che sta tra i poveri di Yahvé e ci parla  di solidarietà, di tenerezza, di lavoro, di giustizia, di amore vero, di speranza.
Don Bosco ha proposto la presenza mariana come strada educativa. Ed ispirandosi alla devozione popolare del suo tempo, promosse una "autentica" devozione a Maria accompagnata da gesti di solidarietà, aiuto, impegni concreti. Gli interventi di don Bosco parlando di Maria si orientano verso la conversione, verso la nostra trasformazione come persone. La pietà mariana non è una meta in sé stessa, ma fa parte di un processo pastorale. L'azione di Maria è cristocentrica, ecclesiale, antropologica, e trasmette il vissuto di un Dio vicino.

Aprire nuove strade
Il bilancio delle giornate è stato molto soddisfacente. Si è valorizzata la ricchezza della condivisione tra religiose, religiosi, sacerdoti e laici, e la visione femminile dei testi biblici a cura di alcune donne teologhe. I gruppi di riflessione hanno iniziato a concretizzare le implicanze pedagogiche e pastorali della presenza mariana. Si è preso coscienza che per parlare di  Maria è indispensabile il nostro impegno nell'ascolto della Parola, nella gratuità, nella lode e renderla presente nelle manifestazioni artistiche - danza, teatro, musica - nei momenti di riflessione e di interiorizzazione, perché è maestra di spiritualità.
L’augurio è che queste giornate possano aprire nuove strade».

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