Timor Est

Timor Est Dal Timor ci scrive suor Alma Castagna, che ci racconta della situazione di rischio che la nazione sta attraversando in vista delle prossime elezioni presidenziali previste per il 9 aprile prossimo. «Vi chiedo un ricordo e una preghiera speciale. È stata infatti fissata la data per le elezioni presidenziali, e già la tensione in Dili è cresciuta! I candidati per ora sono 8, ma il problema è la violenza che ormai scoppia gratuita in capitale; sembra che alcuni approfittino della situazione per risolvere faide e vendette che da anni venivano mantenute “al caldo”. Tensioni ci sono anche con le forze internazionali. Ad aggravare la situazione nelle ultime settimane, ha contribuito il fatto che  non sono entrate navi in porto, quindi le scorte di riso sono esaurite e non è ancora il tempo per raccogliere granturco nè riso dalle nostre risaie. Questo ha aumentato i conflitti e la tensione. Nelle zone agricole, come la nostra, si sente il disagio, ma c’è la possibilità di sostituire il riso con verdure, radici, carne... insomma la gente non “muore” di fame, anche se per loro, un pasto senza il riso è qualcosa simile all’astinenza quaresimale! Per noi, nella scuola, ed anche nell’orfanotrofio, l’avvedutezza dell’economa ha fatto sì che avessimo buone scorte, quindi possiamo dar da mangiare alle ragazze, con una certa tranquillità e, nella scuola, abbiamo anche offerto alle ragazze esterne di Venilale di fermarsi a pranzo da noi, così da poter alleviare un poco i problemi nelle famiglie. Ma in capitale ed in altre città, la gente ha dato assalto ai depositi di aiuti umanitari del governo e hanno cercato anche di appropriarsi delle scorte di alcuni negozi. I furti in questo periodo sono all’ordine del giorno e c’è chi approfitta della situazione, vendendo i pochi sacchi di riso reperibili sul mercato ad un prezzo moltiplicato 8-9 volte!
Ci sono alcuni militari che hanno disertato ed ora stanno creando rivolte nella zona ovest del paese. Alcuni gruppi danno la caccia alle auto del governo per bruciarle o prenderle a sassate.
Con questo clima molti si chiedono se le elezioni si terrano o meno, guardando a quanto sta capitando ora, ci si chiede cosa scoppierà. Mi affido perciò alle vostre preghiere, per il clima possa “raffreddarsi” e favorire un accesso pacifico alle urne, ma soprattutto perché la vita di questa piccola isola possa svolgersi nella “normalità”, pensando allo sviluppo del paese e all’educazione dei bambini e dei giovani. Grazie per il vostro ricordo».

Scrivi un commento
Non ci sono ancora commenti a questa notizia.
Lascia per primo un nuovo commento!

OK Su questo sito NON utilizziamo cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici e/o per il monitoraggio degli accessi. Se vuoi saperne di più clicca qui. Cliccando sul pulsante OK presti il consenso all'uso di tutti i cookie.