Emergenza in Mozambico

Emergenza in Mozambico Suor Ivone de Jesus Grachane, ispettrice dell’ispettoria San Giovanni Bosco (MOZ), ha scritto alla Madre per raccontare quanto accaduto il 22 marzo scorso: «Alle ore 16.15 è esploso il più grande Paiol (Magazzino sotterraneo di materiale da guerra pesante) del Mozambico nella periferia di Maputo. L'esplosione è durata circa 6 ore. Nelle nostre 3 comunità di Maputo non ci sono stati problemi di rilievo, se non la caduta dei vetri delle finestre. Sembra che il vento abbia portato il materiale esplosivo in tutte le direzioni, meno in quelle dove si trovavano le nostre case. Le suore stanno tutte bene. Però la distruzione della città è stata molto grande. Molti edifici sono caduti e tanti altri ridotti in cenere. Tre degli ospedali più grandi hanno subito gravissimi danni. Lì sono arrivati alcune centinaia di morti e i feriti, anche gravi, sono in un numero grandissimo. Si cerca di rimuovere le macerie degli edifici caduti per far uscire le persone rimaste sepolte.
Ieri è stata la giornata di chi, trovandosi al momento dell’esplosione per strada, ha fatto ritorno alla propria abitazione e in molti casi questa era distrutta. Le Forze armate hanno comunicato che fino a mercoledì prossimo riusciranno a raccogliere l’ 80% delle bombe, proiettili e missili sparsi per la città che possono essere ancora pericolosi perché non sono esplosi. L’arsenale era vicino all’aereoporto che è stato chiuso per tutto il giorno e sospesi tutti i voli fino alle 11.00 di ieri,  ora in cui il primo aereo è potuto partire.
Sono stata in contatto con 5 degli Istituti Religiosi più colpiti.
Domani 25 marzo, nel pomeriggio ci sarà la Via Crucis per tutti i consacrati insieme, e coglieremo questo momento per Radunare la CIRM (conferenza dei religiosi del Mozambico) per decidere che cosa potremo fare insieme. Adesso ogni Istituto fa quello che può. Noi da questa mattina, a richiesta dell'azione Sociale,  stiamo aiutando a portare i bambini ai centri di accoglienza. Tanti bambini hanno perso la famiglia e altri non sono ancora riusciti a localizzare i parenti, perché tutti hanno dovuto correre e seguire la folla per fuggire dal pericolo.  Madre, ci affidiamo alla sua preghiera e continuiamo con speranza per andare incontro a quelli che sono stati colpiti e che sperimentano l'insicurezza». 

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