41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

Il messaggio del Papa per la 41^ giornata delle Comunicazioni sociali “I bambini e i media: una sfida per l’educazione”, richiama educatori ed operatori dei media ad avere al centro delle loro priorità la formazione dei bambini e dei giovani.
In effetti i bambini oggi rappresentano la prima vera generazione interattiva, capace di effettuare operazioni diverse simultaneamente; conoscono le potenzialità dei computer meglio dei genitori, trascorrono circa 4 ore al giorno tra nuovi e vecchi media, passando da un gioco online a Internet, dalla playstation allo scambio di SMS. Il cellulare,  le nuove console portatili, il web, permettono loro di essere in continuo contatto  con una “comunità virtuale” sempre più vasta con la quale giocare online, scambiare messaggi, foto, video, condividere programmi TV, scaricare musica e film.  Sia per il modo in cui si lasciano usare, sia per i loro contenuti, tanto la televisione quanto il computer possono considerarsi il prototipo della facilità. Sono sempre disponibili, ti intrattengono senza problemi, hanno sempre qualcosa da proporre, ti fanno compagnia, ti mettono in contatto con tutti, ti fanno sentire al centro del mondo, dicono ciò che vuoi sentirti dire, ti evitano il problema di un autentico rapporto con gli altri, ti fanno credere che la felicità sia lì a portata di telecomando o di mouse, ti fanno credere che se una cosa o una persona non ti vanno a genio è sempre possibile eliminarle in un istante, ti inducono a pensare che l’immagine sia molto più importante della parola, ti mettono a disposizione ogni sorta di prodotto, non richiedono fatica né rinunce, né sacrifici, ti convincono che per ottenere qualcosa basti pagare. In breve, se non si è vigilanti, facendoti credere un re, ti riducono a uno schiavo. I media però possono essere anche strumenti utili e istruttivi, purché restino una risorsa. Gli educatori, devono fare il possibile perché il bambino, la bambina coltivino interessi molteplici, a tal fine debbono sapere gestire il tempo e saper gestire l’esposizione ai media, dando il diritto di cittadinanza a tutte le varie espressioni e attività ludiche, culturali, manuali, relazionali per non trovarsi con un minore a una sola dimensione: quella tecno-elettronica. Infatti è vero che i media fanno parte della nostra quotidianità, ma è importante che i ragazzi continuino a trovare spazio e a preferire i giochi di movimento, gli amici, il disegno, lo sport, la musica e i libri.
I bambini con curiosità guardano al mondo attraverso i media, e lo interpretano a partire dai simboli che imparano dalla TV e dai Videogiochi.  Si potrebbero usare delle metafore per spiegare in che modo i bambini si possono trovare di fronte ai tanti media e alle tante possibilità di comunicazione che hanno a disposizione.
Alice nel paese delle meraviglie.  Segue il coniglio con l’orologio per curiosità e per la voglia di esplorare un mondo diverso. La curiosità quindi spinge i bambini a voler esplorare il mondo dei media che appare ai loro occhi misterioso e attraente.
Peter Pan che decide di non crescere rimanendo nell’Isola che non c’è, dove è più facile realizzare i propri sogni e dove si è invincibili contro Capitano Uncino. È facile vincere un nemico utilizzando la playstation che proietta i ragazzi in un mondo dove si possono assumere diverse identità.
Pollicino che si smarrisce in un bosco dove non ci sono tante segnaletiche ma che lascia dietro sé delle tracce con i sassolini, per poter continuare a sperare che qualche adulto che conosce i segreti del bosco lo possa aiutare. Anche i ragazzi che sembrano più restii al dialogo, in fondo cercano degli adulti che li orientino a vivere in un mondo sempre più complesso.

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