Giovani non guardate la vita dalla finestra

Giovani non guardate la vita dalla finestra

Di Maria del Carmen Canales, fma.

Non era sufficiente leggere i discorsi di Papa Francesco per raccogliere tutto quanto diceva ai giovani durante questa XXVIII Giornata Mondiale delle Gioventù di Rio de Janeiro. Era necessario rimanere attenti alle parole improvvisate che inseriva nei suoi saluti, nelle omelie o nei messaggi. Lui ha dato vita ad un nuovo vocabolario per connettersi con i giovani, per leggere la realtà sociale e per favorire l'incontro dei giovani e degli adulti con Gesù Cristo e far scoprire loro una Chiesa che li accoglie e li fa inserire attivamente.

È la terza Giornata Mondiale della Gioventù a cui partecipo da quando offro questo servizio nell'Istituto, nell'Ambito della Pastorale Giovanile. In questa, come nelle altre, ho vissuto ogni momento della GMG con e tra i giovani, ricevendo l'energia e la vitalità che, senza rendersi conto, lasciano alle spalle mentre camminano. In questa giornata di Rio i giovani sono stati un popolo in cammino.

Hanno camminato e sia loro si chi faceva parte del comitato organizzativo di questa GMG, hanno dimostrato una grande capacità di adattamento e di disponibilità.

Copacabana è passata dall'essere l'immagine pubblicitaria del turismo in Rio ad essere la tenda dell'incontro dove tre milioni di giovani, si sono dati appuntamento con Papa Francesco, sulle strade che circondano questa impressionante spiaggia e in altri luoghi della città. Il Papa, come se stesse camminando per le strade, anche se era nella papa mobile, ha risposto alle acclamazioni di una moltitudine di bambini, giovani e adulti: questa è la gioventù del Papa…Papa Francesco unito con Cristo… viva il Papa…. Papa Francesco… e così semplicemente, è stato acclamato da chi era lì senza nessun tipo di distanza.

Sorprendono le espressioni di chi, saltando la sicurezza, ha potuto avere un incontro ravvicinato e carico di affetto e tenerezza. Papa Francesco, ha dato alla città di Rio di un volto nuovo, il volto della tenerezza, della misericordia e della vicinanza a chi si trova nelle periferie esistenziali, come ha ripetuto tante volte.

Nello scenario di Copacabana era facile penetrare nella immensità di Dio che distribuisce amore a piene mani. I giovani, avevano uno sguardo rivolto a celo per scrutare i cambiamenti del tempo, e uno sguardo rivolto al mare per contemplare l'immensità di Dio.

Non ho udito in nessun momento che i pellegrini abbiamo sentito la mancanza di Guaratiba, luogo preparato per Veglia e l'Eucaristia dell'invio. La sabbia e l'asfalto di Copacana sono stati sufficienti per tre milioni di pellegrini. Hanno capito molto bene che questa era il loro Campus fidei, perché è stato lì che hanno pregato, celebrato, condiviso e progettato la costruzione della Chiesa nel mondo, che sta nelle strade, come ha detto loro Papa Francesco, per essere protagonisti del cambio. “Voi giovani” , ha tetto il Papa, con una voce più forte della sua abituale intonazione, “avete il futuro, attraverso di voi il futuro entra nel mondo, siate protagonisti di questo mondo, però state attenti a non lasciarvi manipolare. Non rimanete solo alla finestra della vita, entrate in pieno in essa come ha fatto Gesù”.

E dopo l'invio, questo popolo giovane continua il cammino verso i propri luoghi di origine con la certezza che loro, come Maria, la Madre di Gesù, si dispongono a comunicare quello che hanno vissuto e quello per cui si sono impegnati. Sono disponibili a cambiare la Chiesa a partire dalle parole di Madre Teresa di Calcutta: “Devo iniziare con me stesso e da dove comincio?".

Papa Francesco ha indicato alcune piste per iniziare: voi siete il Campo della fede ; gli atleti di Cristo; la più bella Chiesa di Cristo, il Signore. Così confermati e sostenuti dagli amici che si sono conosciuti nelle strade di Rio, partono i giovani come discepoli missionari, con l'impegno di costruire la Chiesa nel mondo a partire da proprio piccolo mondo.  

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1 commento
02/08/2013 18:23:04 - Sor Nora Ma. Herrera

Me parece hermosísimo lo que Sor María del Carmen nos sugiere. Se trata de captar en la espontaneidad y santidad del Santo Padre Francisco una riqueza evangélica que va mucho más allá de las palabras. Hemos de leer su vida y hacerla nuestra, conocer su corazón tan lleno de auténtica caridad, y buscar, en la oración, de modelar el nuestro a imagen del suyo. ¡María no ayude!


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