In dialogo con Pax Christi International

In dialogo con Pax Christi International

Il 1° ottobre, nella Curia generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane, a Roma, si è tenuto un raduno di alcune delle Congregazioni religiose che hanno accettato di essere membri di PAX CHRISTI INTERNATIONAL.

La co-presidente del Movimento, Sig.ra Marie Dennis e il Segretario Generale, José Henríquez, procedenti dalla loro sede a Bruxelles, hanno aperto un interessante dialogo con i/ le religiosi/e presenti, tra essi i due co-segretari della Commissione JPIC dell'USG / UISG e una rappresentante della Segretaria dell'UISG. Per il nostro Istituto ha partecipato Sr. Julia Arciniegas.

Nel primo momento dell'incontro la condivisione ha focalizzato alcuni aspetti dell'organizzazione di Pax Christi International. Da alcuni anni fa, si è voluto dare forza alle reti regionali, mentre in passato le sezioni di ogni Paese funzionavano autonomamente. Con la strategia della rete, infatti, non solo si riesce ad avere più incidenza presso Organismi Internazionali, come l'ONU, il Consiglio di Europa, l'Organizzazione degli Stati americani (OEA) e tanti altri, ma si può prestare una maggiore attenzione alle Regioni, in particolare a quelle che affrontano conflitti armati.

In seguito, il dialogo si è centrato sull'obiettivo principale della convocazione: le attese reciproche del Movimento e degli Istituti Religiosi. Le direttive di Pax Christi hanno espresso una grande apprezzamento per le Congregazioni religiose e il loro desiderio di unire forze, di condividere iniziative, di contare con l'esperienza della Vita religiosa. Per concretizzare tutto questo si potrebbe realizzare durante i prossimi mesi una mappatura delle presenze, in modo tale di poter di coordinare informazioni, risorse, metodologia e soprattutto una spiritualità della non-violenza e della pace.

I/le religiosi/e hanno condiviso alcune delle iniziative e progetti in atto nelle loro congregazioni per la promozione della pace.

Una cosa è certa, bisognerebbe lavorare uniti per porre fine alla tendenza d'intervenire al momento finale di un conflitto. È necessario educarci ed educare alla pace nel quotidiano, a partire dal proprio cuore, e poi con tutti i mezzi possibili.

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