In Libano dopo un anno

In Libano dopo un anno

La comunità di Hadath Baalbeck, in Libano formata da suor Lina Abou Naoum, suor Mounira Beiruti e suor Marlène Abi Khalili, scrive ad un anno dalla guerra che ha colpito varie città lasciando la nazione in un fragile equilibrio politico. Scrivono per ringraziare la Madre e tutto l’Istituto per il sostegno di questi mesi: «Per la prima volta – affermano – anche se solo in tre, ci siamo sentite forti e numerose per il gran sostegno avuto durante tutto l’anno in seguito alla guerra soprannominata del 12 luglio. Attraverso lei Madre, che per prima si è interessata alle sue figlie durante i giorni più difficile quando condividevamo notti bianche con i nostri rifugiati…vogliamo dire Grazie a tutto il mondo salesiano che ha ascoltato il nostro appello e ha “adottato la nostra scuola”. La vostra solidarietà si è tradotta durante l’anno in forza operativa espressa in diverse iniziative ha hanno dato il colore della vita e della pace ai nostri scolari. Oltre al sostegno materiale ci siete state vicine in molti modi:
- Un contatto quotidiano attraverso lettere e telefonate che aprivano finestre di pace nella nostra prigionia di 33 giorni molto sofferti.
- La coraggiosa visita di suor Ciri Hernández alla nostra comunità in tempo ancora rischioso ed incerto subito dopo i giorni di guerra.
- La gradita visita di suor Maria Dominique Muwema che ha potuto infondere un ulteriore respiro di famiglia a tutta la nostra comunità educante.
- La continua corrispondenza che ci raggiungeva fedelmente da diverse comunità e da singole sorelle da diverse parti del mondo e che esprimevano tutto l’auspicio di bene e di pace di cui avevamo tanto bisogno.
- Le iniziative che nel sito Web abbiamo potuto conoscere e quelle che sono rimaste velate e che sensibilizzavano all’emergenza del momento.
- Questo seguirci attraverso le notizie che hanno raccontato al mondo i nostri sentimenti e le nostre paure, e rendendo la nostra causa pubblica.
- Infine tutte le preghiere rivolte al Signore da tutti voi. Siamo convinte che è l’unica potenza che ha risparmiato Hadath da un bombardamento diretto e l’ha sostenuta nel suo essere opera di carità, di pace e di speranza nell’oggi e nel futuro.

Questo elencare, pur nella sua semplicità, vuol essere la memoria di Hadath scritta nei nostri cuori e nel cuore dei nostri piccoli e delle famiglie beneficati dall’opera; ed è un grido perché la forza dell’amore rompa la catena del male e possa unirci nella fede nell’unico Dio Padre di tutti.

Nel dirvi grazie promettiamo da parte nostra la fedeltà al nostro impegno sicure che la vostra preghiera continua ad accompagnarci».

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