“Nessuna Commissione è un’isola”, ma se questa isola è la Sardegna!

“Nessuna Commissione è un’isola”, ma se questa isola è la Sardegna!

Alghero (Italia). Dal 14 al 18 giugno 2016 si è svolta, presso il Centro Diocesano di Pastorale “Piergiorgio Frassati”, ad Alghero in Sardegna, nell’Ispettoria romana “S. Giovanni Bosco” (IRO), l’incontro della Commissione Economia Italia.

Una prima verifica del corso amministratori e la progettazione del modulo del secondo incontro che si terrà in ottobre hanno scandito i lavori con l’intento di proseguire in maniera efficace in questo percorso formativo decisamente importante.
Così ci racconta suor Pina Molino i lavori della Commissione: «Dal finestrino dell’aereo che inizia la discesa, già si prende coscienza che la scelta del luogo renderà meno faticoso, anzi piacevole, il lavoro da svolgere. Ottima introduzione alle giornate, la Lectio Divina di Mons. Mauro Morfino, Vescovo di Alghero, sul testo di S. Paolo agli Ef. 6,10-20 “L’armatura spirituale o quale rivestimento per essere “Completamente di Cristo” e vivere la missione apostolica a cui siamo stati chiamati.

Una mattinata di ristoro spirituale, che oltre a tonificare l’anima, ha scrollato la nostra volontà ed ha rafforzato in noi il desiderio di dare il meglio per essere segni credibili. Con sei metafore molto incisive, Mons. Morfino ha delineato l’armatura da indossare per combattere una lotta, che può sembrare impari alla realtà agguerrita e scaltra che ci circonda: “Cintura della verità” che si trasforma in coerenza; “Corazza della giustizia” vissuta come passione per il Regno; “Calzari ai piedi” per essere pronti ad annunciare il Vangelo nella pace; “Scudo della fede” come unica possibilità per un buon discernimento; “Elmo della salvezza”: solo con Lui possiamo sentirci al sicuro; “Spada dello Spirito” che conserva in noi la Parola, unica arma vincente. In sintesi: fidarci di Dio, il vero combattente e vincente nel discepolo!

Preziosa la presenza di suor Angela Maria Maccioni, Ispettrice referente della commissione, di suor Alessandra Smerilli come esperta e di suor Anna Razionale, coordinatrice nazionale, che ci hanno guidate con determinazione ed esperienza.
Intorno al tavolo, la consapevolezza che il cammino intrapreso è decisamente impegnativo e non può essere disgiunto dallo studio delle altre figure chiave, si è fatta ancora più chiara. Il lavoro è stato arricchito dalla condivisione e dal confronto anche di altre tematiche sempre più urgenti per una buona gestione delle nostre opere, attraverso le quali si è determinati a mantenere vivo il carisma pur nella fatica del momento storico che stiamo attraversando.
Il cammino, iniziato da anni, si presenta ancora lungo e carico di tanti argomenti da sviscerare, ma ci consolano e incoraggiano le parole di Don Bosco: “Il bene bisogna farlo bene”, quindi, calendario alla mano, si programmano i prossimi incontri 2016/2017, ma prima di concludere ci concediamo un pomeriggio di bellezza sarda. Il cielo ci accompagna con un sole che colora di splendore le bellezze naturali dell’Isola.

Esploriamo qualche angolo non lontano da Alghero, ma sufficiente per riempire occhi e cuore di meraviglia. Per chi è arrivato qui la prima volta, lo stupore è immenso, per chi già conosce questa realtà, è rinfrescare la memoria con una pennellata di bellezza che fa bene allo spirito. Così la visita guidata da don Gianpiero al Duomo e all’Episcopio: un tuffo nella storia, nell’arte e nel gusto di conservare e condividere angoli di bellezza, che con la loro maestosità e nello stesso tempo essenzialità, portano il cuore in alto, come l’esperienza del Giubileo vissuta presso il Santuario di Valverde.
Ci salutiamo dopo tre giorni di lavoro intenso, non facile, ma sereno e soprattutto condiviso e comunemente orientato ad una profonda riflessione sulla necessità/urgenza di gestire sempre meglio le nostre opere per metterle nella possibilità di sopravvivere e continuare a fare del bene ai giovani. La Commissione si ritroverà a settembre in terra veneta, quindi ci affidiamo fin d’ora, oltre che a S. Giuseppe, a Don Bosco e a Madre Mazzarello, anche al “Santo” perché benedicano il nostro lavoro e lo rendano efficace e fecondo».

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