Iniziano le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2020

Torino (Italia). Il 16 gennaio 2020, oltre 400 partecipanti provenienti da 43 Paesi del mondo si sono ritrovati a Valdocco, Torino, per partecipare alla XXXVIII edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana con il titolo della Strenna del Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime, “Sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra (Mt 6,10). Buoni Cristiani e Onesti Cittadini”.

Dopo l’accoglienza a partire dalla mattinata, l’inizio ufficiale nel Teatro Grande di Valdocco è stato dato dal saluto di don Enrico Stasi, Ispettore dei Salesiani di Piemonte e Valle d’Aosta (ICP):

“Benvenuti a nome mio, ma soprattutto a nome di Don Bosco e del rettor Maggiore, perché una famiglia ha sempre bisogno di una casa. È bellissimo pensare che Valdocco sia la casa della Famiglia Salesiana del mondo. Quindi benvenuti a casa, carissimi!”.

I presentatori delle Giornate, Don Moreno Filippetto, Responsabile della Comunicazione dell’Ispettoria ICP e Patrizia Longo, Ex-Allieva, hanno poi chiamato sul palco don Eusebio Muñoz, Delegato per la Famiglia Salesiana, che ha sottolineato l’importanza di far diventare testimoni del Vangelo in questo momento della storia: “Le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana ci aiuteranno a far sì che la Strenna diventi una realtà. Siamo fortunati ad appartenere a una famiglia, come la Famiglia di Don Bosco! Ma siamo anche invitati ad arrivare a tante persone che aspettano di condividere con noi il dono ricevuto in questi giorni di grazia”.

Presenti in sala, la Consigliera Mondiale delle Figlie di Maria Ausiliatrice per la Famiglia Salesiana, suor Maria Luisa Miranda, la Delegata delle/degli Exallieve/i delle FMA, suor Gabriela Patiño e la Delegata FMA dei Salesiani Cooperatori suor Leslye Sándigo.

Il Gruppo Adonai, con la suggestiva coreografia ispirata al tema: “Come in cielo, così in terra”, ha aiutato l’assemblea a introdursi nella preghiera, terminata con il gesto delle Postulanti FMA del Postulato di Torino, via Giulio, che hanno tirato dei teli colorati dal palco fino al pubblico, culminato con la recita insieme del Padre Nostro. Il Gruppo Adonai danza per evangelizzare: “abbiamo rappresentato il disordine che c’è sulla terra e poi con l’arrivo dello Spirito Santo, della Grazia, tutto torna all’ordine”, ha spiegato la fondatrice Cristina Viotti.

Il momento centrale del pomeriggio, è stata la Presentazione della Strenna attraverso il video e le parole del Rettor Maggiore che, spiegando la scelta del titolo nato dal desiderio di approfondire il binomio di vita e di azione pastorale proposto da don Bosco “buoni cristiani e onesti cittadini”, ha proposto la sfida a vivere una fede che si comunica con un linguaggio che sia fedele alla missione salesiana in tutti i contesti in cui opera:

“Chiedo ai membri della Famiglia Salesiana di essere più coraggiosi nell’annuncio di Gesù, nel testimoniare la fede. (…) Posso dare testimonianza che in giro per il mondo ho visto miracoli educativi nelle nostre presenze, ho visto come alcuni ragazzi/e hanno trovato dei “Don Bosco” nelle loro vite e sono cambiati. Ma in questo non possiamo mai sentirci tranquilli perché possiamo fare di più”.

Dopo la cena, l’animazione dei Novizi Salesiani del Noviziato del Colle don Bosco (Castelnuovo d’Asti) ha permesso all’assemblea di conoscere i membri dei 21 Gruppi della Famiglia Salesiana presenti all’evento, su un totale di 32 esistenti. A conclusione della giornata, la preghiera e la Buona Notte di Don Ángel Fernández Artime, che ha rievocato la realtà del Palazzo Pinardi, ora in restauro. In quella casa, in tutto il tempo in cui è vissuto don Bosco, sono vissute ben 13 persone che oggi sono venerabili, beate, sante, fra cui Don Bosco e Mamma Margherita. Una vera scuola di santità in cui essere felici, dare il meglio di sé, servire, donarsi, era il vademecum di tutti i giorni. “Pensate che questo oggi non sia possibile? Io vi posso assicurare che è possibile e di massima attualità come 150 anni fa, nelle famiglie, con i nostri figli, nelle comunità, con i nostri ragazzi. Il mistero è la forza dell’incontro, del guardare negli occhi, del rispetto pieno e assoluto degli altri, del dire agli altri con il proprio modo di fare ‘Tu per me sei importante’. Questo è creare scuola di vita”.

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