Buoni cristiani e onesti cittadini nel contesto attuale

Torino (Italia). La seconda delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana, che si svolgono a Valdocco dal 16 al 19 gennaio 2020, vede i circa 400 partecipanti impegnati negli approfondimenti del tema Buoni cristiani e onesti cittadini nei contesti di oggi.

All’avvio dei lavori, dopo la preghiera nel Teatro Grande di Valdocco guidata dalla Fraternità Contemplativa Salesiana Maria di Nazaret, l’intervento di Mons. Sebastià Taltavull Anglada, vescovo di Mallorca (Spagna) “Buoni cristiani nel contesto socio-culturale-religioso attuale”. A partire dall’analisi di alcuni brani evangelici sulla “bontà” nel Vangelo, Mons. Taltavull ha messo in luce come l’attuale contesto socio-culturale-religioso ci offre enormi opportunità, in quanto c’è una sete di Dio in molte persone che apparentemente non credono. In questa situazione, è decisivo il valore della testimonianza: “Attraverso la testimonianza, senza parole, la gente si pone le domande. Una testimonianza è già un’evangelizzazione silenziosa”. A seguire, l’approfondimento del tema nei lavori di gruppo. La mattinata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica nella Basilica di Maria Ausiliatrice celebrata da Mons. Taltavull e concelebrata dal Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Ángel Fernández Artime e da tutti i sacerdoti partecipanti alle Giornate.

L’animazione dei Novizi Salesiani, ha reso movimentata e allegra la ripresa delle attività pomeridiane. È stato poi dedicato ancora spazio a Mons. Sebastià Taltavull che, con grande famigliarità, ha risposto alle domande formulate nei lavori di gruppo del mattino.

Successivamente, la prima testimonianza dalla Siria, data da don Pier Jabloyan, direttore dell’Opera dei Salesiani di Don Bosco di Aleppo, e da due giovani Salesiani Cooperatori, Sally dall’oratorio di Damasco e Cesar dell’oratorio di Aleppo.

Sally Abou Jamra lavora in una radio nazionale, in un contesto in cui i colleghi non seguono una religione o hanno un approccio debole alla fede. Se all’inizio del suo lavoro Sally si sentiva presa in giro per la sua fede, pian piano le domande dei colleghi si sono fatte più numerose e presentando un programma in radio che racconta le situazioni nel mondo, Sally ha chiesto e ottenuto il permesso di fare le ultime due puntate sulla morte e risurrezione di Gesù Cristo. In questo modo ha potuto essere testimone coerente della sua fede in un contesto, quello del Medi Oriente, in cui non è facile parlare di Dio.

Cesar Ward è uno studente di medicina al sesto anno e allo stesso tempo fa servizio di animazione, accompagnamento, catechismo e lavora nell’ambito della comunicazione in oratorio. Con l’inizio della guerra, i fratelli sono andati via dal Paese, lasciando il peso della famiglia sulle spalle di Cesar: “Avevo due possibilità: o stare a casa con tutta la paura senza far niente o aprirmi, o vivere la mia vita normalmente e adattarmi a tutto quello che c’era. Ho scelto la seconda e ho deciso di vivere con tutte le piccole cose che trovo nel quotidiano. Comincio a fare attenzione al mio linguaggio, usando piccole parole di rispetto e di gentilezza. Ho visto che queste parole bastava dirle per illuminare una persona. E piano pian sentivo la gente che diceva: ‘questo è un cristiano’. Per me era una grande cosa far testimonianza in questo modo”.

Con un filmato a cura di Missioni Don Bosco, don Pier Jabloyan ha mostrato ai partecipanti la realtà dell’Opera dei Salesiani di don Bosco di Aleppo e ha così commentato: “Quando tutti parlano di morte, noi parliamo di vita, di speranza. Lì la sfida è essere buoni cristiani in tempo di guerra. Come salesiani lavoriamo prima di tutto per formare ‘buoni uomini’, che restino umani. Tanti giovani hanno perso la fede, ma tanti anche l’hanno ravvivata. In questa guerra siamo sicuri di una cosa: quello che salva i nostri ragazzi è la comunità. Un buon cristiano non può essere un buon cristiano da solo. Quando abbiamo il cuore in pace con il Signore possiamo essere buoni cristiani. I nostri giovani devono poter vivere bene in questo tempo e nell’eternità. É la preoccupazione della Famiglia Salesiana ad Aleppo”.

Sul palco, per la seconda testimonianza, i Salesiani Cooperatori, Italo Canaletti e Andrea Zapparoli, insieme agli Ex-Allievi SDB Giovanni Costanza e Valerio Martorana, hanno parlato della formazione all’impegno civico. Gli Ex-Allievi SDB con i Salesiani Cooperatori, che già avevano l’esperienza del Movimento “Onesti Cittadini”, nato nel 2013, hanno presentato la Scuola di formazione all’impegno sociale e politico “Alberto Marvelli”, in via di attuazione, per educare i giovani a essere buoni cristiani e onesti cittadini.

La seconda parte dei lavori di gruppo ha chiuso l’intenso pomeriggio e, dopo la cena, i partecipanti si sono ritrovati nella Basilica di Maria Ausiliatrice per la veglia di preghiera animata dai Chierici Salesiani dell’Istituto Internazionale Don Bosco di Torino – Crocetta.

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