Educazione, comunicazione e annuncio. Bilancio dopo la prima videoconferenza

Educazione, comunicazione e annuncio. Bilancio dopo la prima videoconferenza Più di 90 connessioni, 4 continenti, 38 nazioni e 63 ispettorie, circa 500 persone raggiunte tra suore e laici.

L'esperienza della formazione a distanza, promossa dagli Ambiti di Comunicazione sociale e Pastorale giovanile del 6 marzo scorso, ha fatto toccare con mano quanto le nuove tecnologie aiutino ad accorciare le distanze. Preceduta da una fase di preparazione con il coinvolgimento di tutte le partecipanti che hanno avuto modo di ricevere testi di approfondimento sulle tematiche scelte e i testi della relazione tradotti in 5 lingue, ha visto l'interesse sia alla tematica, sia alla modalità di comunicazione.

Nei due incontri di sabato 6, per raggiungere fusi orari diversi, Mons. Domenico Pompili, direttore dell'Uffficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, ha animato la sessione offrendo una riflessione sul tema Educazione, comunicazione e annunzio: tra ascolto ed esperienza narrativa.

Nel suo intervento, a partire dall'interrogativo: «Come si può fare dell'educazione un processo a misura d'uomo e della comunicazione una verità che permea la cultura?» ha sottolineato che «l'educazione deve riscoprire la propria intrinseca natura relazionale e la riflessione sulla comunicazione e sulla pedagogia hanno un medesimo oggetto formale : l'onere relazionale, lo sforzo di mettersi in ascolto»

Tre le dinamiche della comunicazione educativa presentate: «Educare-comunicando : riconoscere cioè all'atto comunicativo (mentre lo compio) una funzione educativa, non solo “strumentale” ; Comunicare-in-ascolto : perché ascoltare è già comunicare al massimo grado, non è solo una fase che precede la comunicazione; Ascoltare-educando: perché un ascolto autentico e fedele all'uomo è “fonte e culmine” della comunicazione, e dunque dell'educazione».

«Una comunicazione autenticamente educativa – ha sottolineato Mons. Pompili – è capace di mettersi in ascolto dell' humanum, non fa del mezzo un assoluto e cerca di conoscere “vitalmente” il destinatario del processo educativo. Una tale comunicazione si libera dall'equivoco dell'imposizione e si scopre autentico dono , ministero di accoglienza , evento di partecipazione» .

Parlando di sfida di libertà, ha poi continuato dicendo: «La comunicazione non può diventare una forma di “colonialismo ideologico”, il problema non è “convincere”, ma incontrare l'uomo e risvegliare le sue aspirazioni più alte. E per questo bisogna riscoprire il modello narrativo: educare raccontando».

Tra le priorità ha indicato quella della formazione alle abilità comunicative : « L'uomo ha bisogno di narrare e ascoltare racconti, e chi narra la Fede non può tirarsi fuori dalla Storia che racconta, con le parole e con tutta la vita. Chi narra si converte insieme a chi ascolta».

A conclusione del suo intervento, il Sottosegretario della CEI ha posto l'accento sull'importanza di sentirsi responsabili della propria autoformazione, sull'audacia che deve accompagnare l'annuncio evangelico, scommettendo di più sull' humanum, sulla fede che esiste solo incarnata, inculturata, localizzata.

Le riflessioni di Mons. Pompili, hanno coinvolto le partecipanti, che attraverso la chat hanno espresso commenti e posto domande. Interessante la partecipazione multilingue che non ha impedito il confronto e il dialogo. Molti anche i commenti positivi all'intera esperienza, che può aprire orizzonti nuovi di condivisione e di crescita insieme nella nostra Famiglia mondiale.

Mons. Pompili  nel sito dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana scrive: «Ho vissuto una bellissima esperienza sabato, insieme alle Figlie di Maria Ausiliatrice, le suore di don Bosco e madre Mazzarello. Sono stato invitato, nella loro Casa generalizia di Roma, ad offrire un mio contributo su questo tema ed è stato davvero bello poter raccogliere reazioni, domande, suggerimenti, veramente da tutto il mondo. Abbiamo toccato con mano l'incredibile potenziale coesivo della rete digitale, quando oltre la mera connessione c'è la vera sintonia dei cuori».

Al seguente link è possibile rivedere la registrazione della teleconferenza: http://riunioni.glauco.it/p73508240/

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1 commento
12/03/2010 - sor Rosa María Castro Pérez de León

Felicito al equipo de comunicación por este nuevo paso que han dado. Es increible ver y sentir tan cerca a hermanas que en otro tiempo estaban tan lejos, que nunca veiamos ni escuchábamos. Es un medio que poco a poco se hará más común para llevar adelante la misión educativa. Felicidades. sor Rosa María Castro Pérez de León, de Uruapan, Michoacán, MEXICO.


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