Visita di suor Vilma Tallone in Cile

Visita di suor Vilma Tallone in Cile

Santiago (Cile). Riportiamo di seguito la testimonianza di suor Vilma Tallone, Economa generale, che dal 27 marzo al 3 aprile ha visitato le città del Cile colpite dal forte terremoto lo scorso 27 febbraio.

«La partenza immediata per la Polonia mi ha impedito di presentare subito queste linee che permettono a tutte di avere un'idea di che cosa ha significato il terremoto per l'ispettoria cilena.

Una breve visita di una settimana non permette di cogliere il cuore palpitante di un Paese, ma soltanto qualche battito e data la circostanza della mia visita, palpiti di dolore e di speranza, ben intonati alla Settimana Santa. Sono giunta esattamente un mese dopo il devastante terremoto e la prima impressione è stata di un'enorme voglia di superare il disastro, di sanare le ferite e di tornare alla normalità. Le strade sono state in gran parte riabilitate, anche se persistono i segni delle spaccature, degli affondamenti, dei ponti a spezzoni come dopo un bombardamento bellico. Nella capitale le macerie sono state rimosse, anche se ogni giorno lungo i marciapiedi appaiono mucchi di detriti : nuovi piccoli crolli, seguiti allo sciame che non lascia pace ; demolizioni private di cornicioni o di interni che la popolazione cerca di ricostruire coi propri mezzi. Ma si vedono ancora povere case pericolanti, campanili e navate di chiese pendenti e fasciate come malati dopo un grosso incidente, grandi vecchi immobili, come i nostri collegi, parzialmente o totalmente inagibili, perché resi precari da screpolature profonde, pilastri feriti, soffitti insicuri. Si prevede un bisogno di 300 000 case per il popolo.

Madre Angela Vallese ha fondato le nostre prime comunità in Cile 123 anni fa. Le Sorelle sono a Santiago dal 1893. I Collegi hanno gli anni delle nostre presenze, moltiplicatesi tra l'inizio del ‘900 e il 1950.

Le parti che non hanno resistito al forte impatto dell'energia sismica sono le più antiche, già sottoposte ad altre catastrofi, come quella del 1960 o del 1985. L'intensità e la durata di questo sisma ha scosso questi colossi d'altri tempi, con muri spessissimi, ma ancora in parte riempiti di terra, o troppo rigidi, perché costituiti da pareti in cemento, senza colonne. Solo la leggerezza, la solidità e l'elasticità degli elementi garantiscono la resistenza al terremoto.

Nei 4 grossi collegi di Santiago nessuna cappella è agibile, anzi queste alte e ampie chiese sono state molto devastate e resteranno chiuse a lungo.

Il Collegio più antico di Maria Ausiliatrice è completamente da ristrutturare, con punti delicati di intervento, sia sulla facciata esterna dichiarata bene di conservazione storica, sia per una parte strutturalmente toccata nei pilastri.

Il Collegio Miguel Infante ha sale moderne e antisismiche, che accolgono a turni alterni anche gli allievi/e del collegio M. Ausiliatrice. Però non può più utilizzare la palestra dato che l'accesso è sigillato, né le classi immediatamente adiacenti alla cappella che rischia di crollare.

Il Collegio di Santiago La Cisterna ha già rifatto i soffitti e ripristinato temporalmente la palestra che anche qui fungerà anche da cappella e da grande sala di riunione.

Il Collegio tecnico San Miguel ha ristrutturato il primo e secondo piano, ma ha dovuto sigillare il terzo che avrà bisogno di interventi strutturali importanti. La cucina e il refettorio delle alunne resteranno chiusi fin dopo la riparazione che richiederà qualche mese.

La Casa di spiritualità attigua all'aspirantato e alla casa delle sorelle anziane a Santiago El Bosque, è molto rovinata. La Cappella e tutta un'ala restano inagibili, mentre lo scoppio dei tubi delle riserve d'acqua poste sul terrazzo della casa ha danneggiato molti ambienti.

Il Collegio di Valparaiso ha riparato le screpolature più superficiali, anche qui per permettere la ripresa dei corsi scolastici, ma la cappella resta chiusa, qualche pilastro fortemente danneggiato e la parte centrale dell'edificio da abbattere e ricostruire.

I danni più gravi e visibili sono nei collegi più prossimi all'epicentro.

Linares ha risentito con forza il sisma e il collegio ne è uscito molto danneggiato, ma molte parti sono già state ristrutturate. Un intero angolo dell'immobile, nei suoi tre piani è inacessibile, da demolire e rifare.

Le Sorelle hanno già ristrutturato il pian terreno e il primo piano della scuola di Santa Cruz ma resterà da rifare completamente il terzo piano.

Molina ha visto scomparire tre immobili: la parte amministrativa, la parte della portineria e gli uffici adiacenti e la palestra. Anche nei dintorni della scuola è una vera desolazione: interi quartieri popolari sono scomparsi.

Anche Talca risente fortemente delle conseguenze: solo 8 classi sulle 24 sono agibili e quindi la scuola non ha avuto per il momento il diritto di riprendere i corsi. La palestra è scoperchiata e lesionata, così tutte le classi adiacenti. Intere parti saranno da demolire e rifare. La Comunità non ha più vicini perché l'intero quartiere è a terra, e non in senso figurato. La scuola elementare più recente, situata in un altro quartiere, dove le suore avevano fino all'anno scorso una seconda comunità è intatta e la casa rimasta vuota da qualche mese ospita oggi la comunità dei salesiani che invece hanno perso la loro, sotto il crollo della chiesa parrocchiale.

L'Ispettoria cilena, con grande coraggio, ha investito nella prima riparazione tutti i suoi risparmi, anche quelli destinati alla nuova costruzione del collegio tecnico di Puerto Mortt distrutto nel 2007 da un incendio. Come per Haiti, l'Istituto intero, invocando l'intercessione di Laura Vicuña e di Madre Angela Vallese, si stringe attorno a questa Ispettoria perché i 15 000 allieve/i non debbano risentire nella loro crescita la mancanza di strutture educative e scolastiche adeguate».

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