Finalmente la tregua

Finalmente la tregua Dal 14 agosto in Libano non si sentono più le bombe e la gente inizia a rendersi conto di quanta distruzione hanno provocato i 33 giorni di guerra. I bombardamenti hanno fatto saltare le linee telefoniche e impedito quindi i collegamenti via Internet. Ma appena è stato possibile, suor Lina Abou Naoum – fma libanese – ci ha scritto ancora per continuare con il racconto la sua testimonianza. Ci ha sempre detto che scrivere per lei era importante perché manteneva aperta una porta sul mondo. Ora il suo è un appello:
«Carissimi amici, carissime sorelle e fratelli, permettetemi di scrivere una sola lettera nella quale esprimo tutta la riconoscenza della comunità di Hadath Baalbeck per il sostegno che avete espresso ed offerto in abbondanza nei 33 giorni di guerra crudele.
Torno in Libano dopo 9 giorni di bombardamenti, entro dalla Siria prima che le bombe impediscano del tutto ogni accesso. Da allora, mi faccio coraggio uscendo due volte per comperare il necessario: generi alimentari, medicine e altre cose indispensabili per intere famiglie che si rifugiano ogni notte nella nostra scuola. Al terzo tentativo di uscita, una bomba mi sorprende a 50 metri lontano da me e mi obbliga ad un prudente ritorno indietro. Quella bomba distrugge una casa, uccidendo un padre di famiglia di 32 anni e ferendo 6 persone, tra cui una nostra allieva di soli 5 anni.

Negli ultimi tre giorni di guerra le bombe cadono sempre più vicino alla nostra zona, per cui il numero dei rifugiati aumenta in continuazione. Sotto i miei occhi, e solo 40 minuti prima del cessate il fuoco, deciso il 14 agosto alle otto del mattino, una bomba raggiunge una macchina in una strada confinante con la nostra scuola. Ho pregato tutti allora, uomini e donne, di non uscire fino al cessate il fuoco definitivo.
Il giorno 15, festa dell'Assunta, usciamo per la prima volta: non possiamo contenere i sentimenti di angoscia e di tristezza che proviamo nel vedere adulti e bambini piangere amaramente i loro defunti.

Secondo fonti ufficiali libanesi, i 33 giorni infernali di guerra hanno provocato:
- 1.145 morti (un numero destinato ad aumentare perché molti ora sono i dispersi) di cui il 30 % sono bambini sotto gli 11 anni.
- 3.600 feriti, invalidi e mutilati. Alcuni in condizioni gravissime.
- 973.334 libanesi rifugiati all'interno del Libano mentre quasi 220.000 hanno lasciato il Paese prima che le comunicazioni via terra, mare e aria venissero interrotte.

Si calcolano danni alle strutture per 6 miliardi di dollari. Aeroporti, acquedotti, centrali elettriche, distributori di carburante, 630 Km di strade, 147 ponti, 150.000 case distrutte e altrettante che richiedono urgenti lavori di manutenzione per poter essere abitate nuovamente. Le industrie, i negozi , i mercati, le botteghe… tantissimi danni.
Senza contare le stazioni televisive, radiofoniche e telefoniche che sono state bombardate più volte e riabilitate a più riprese.
Inoltre, 140 km di spiaggia annerita dal petrolio delle fabbriche e dalle navi da guerra bombardate, hanno bloccato ogni attività e ogni segno di vita lungo la costa libanese.
La guerra scatenata nel mezzo dell'estate ha fatto perdere la stagione del turismo, ha rovinato i beni agricoli per la mancanza di mietitura e di raccolta, ha privato migliaia di libanesi dei loro posti di lavoro.
La guerra ci ha sconvolte, non ha solo distrutto gran parte del nostro Paese, ma i nostri programmi, i nostro progetti, i nostri sogni passati. Ora bisogna inventarne altri per poter riprendere la voglia di lavorare. Pensavamo che la guerra fosse un vocabolo del nostro vecchio dizionario, invece… ora dobbiamo riprendere la via faticosa della ricostruzione del Libano per la settima volta.

Non ci sono parole sufficienti per dire a nome di tutta la comunità di Hadath Baalbeck tutta la riconoscenza per il sostegno che ci avete espresso in diversi modi. Grande è la nostra prova, ma altrettanto grande è il vostro amore e il vostro sostegno. Grazie.

Continuate a sostenerci, anche con gesti di solidarietà, nell’opera di ricostruzione del nostro Paese e delle nostre opere. Desideriamo aiutare chi è rimasto con niente e si rivolge a noi per continuare a sperare».

Chi volesse contribuire con un sostegno in denaro, può versare il suo contributo di solidarietà alla nostra sede centrale che provvederà a farlo pervenire direttamente all'ispettoria del Medio Oriente Gesù Adolescente

per trasferenze bancarie conto intestato a:
Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice
Via dell’Ateneo Salesiano n. 81
00139 ROMA
Numero del conto bancario: 000006400X49
Banca Popolare di Sondrio Agenzia 1 Roma
Codici: CIN M ABI 05696 CAB 03201
SWIFT: POSOIT22
causale: emergenza Libano
IBAN
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Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice direzione generale
Via dell’Ateneo Salesiano n. 81
00139 ROMA
Numero del conto corrente postale: 53466009
causale: emergenza Libano

Le somme versate saranno tempestivamente devolute a destinazione

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