Comunicazione ed Evangelizzazione: i nuovi media a servizio della Parola

Comunicazione ed Evangelizzazione: i nuovi media a servizio della Parola

Roma (Italia). Per la 44 a giornata delle Comunicazioni Sociali, il Santo Padre Benedetto XVI ha scelto come tema del suo messaggio "Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media a servizio della Parola”. Anche se si fa riferimento esplicito al ministero sacerdotale, in questo anno dedicato ai sacerdoti, il messaggio è rivolto a tutti, in particolare a coloro che operano nel vasto campo della Comunicazione .

Ci troviamo di fronte al grande interrogativo di come la cultura della comunicazione possa rispondere alle esigenze dell'Evangelizzazione e di come i nuovi media possono essere a servizio della Parola.

In una “conversazione virtuale” tra Facebook ed e-mail, abbiamo rivolto questa domanda a diversi laici e studiosi dei fenomeni della Comunicazione e ad alcune fma di varie parti del mondo che lavorano nell'ambito della Comunicazione sociale.

La prof. Anna Bisogno, operatrice di Comunicazione e studiosa di tematiche mediali, è la prima che ci offre il suo contributo: «I nuovi media rappresentano uno strumento indispensabile per la Chiesa e la sua azione evangelizzatrice: il web si configura infatti come un universo culturale in continua ed irrefrenabile espansione, dalle elevate potenzialità comunicative, dalla crescente apertura sociale e dalla frequentazione sempre più crescente. Le potenzialità comunicative inoltre possono positivamente incentivare e stimolare l'impegno dell'intera comunità cristiana per un'evangelizzazione più proficua, efficace ed al passo con i tempi. Dall'altro lato, si fa sempre più pressante l'urgenza di evangelizzare l'indefinito universo virtuale. Operare pastoralmente in questo ambito è non solo opportuno, ma anche necessario».

Anche il prof. Antonio Giannasca, esperto in Comunicazione cross mediale e Web 2.0 ci fa riflettere sul fatto che oggi « la comunicazione si basa sempre più sui nuovi mezzi digitali. Proprio a causa della digitalizzazione si è passati da un modello broadcasting (da uno a molti) a un modello netcasting (da uno a uno e da molti a molti). Questo porta conseguenze in tutte le dimensioni culturali, quindi anche nell'operato della Chiesa.
La nuova cultura della comunicazione risponde e si adatta alle esigenze dell'Evangelizzazione in quanto è capillare ed è alla portata di tutti. Mettere i nuovi media al servizio della Parola è una sfida per tutti, dai sacerdoti agli educatori: capire il linguaggio dei giovani per poterli guidare tramite una nuova pedagogia che sappia tramandare nuovi usi e consuetudini di comunicazione che poi le nuove generazioni tramanderanno a loro volta».

Paolo De Martino, giornalista e presidente dell'Associazione Centro Studi Sociali di Torino, ci riporta al centro de messaggio del Papa: « San Paolo diceva: “Guai a me se non evangelizzo”! Credo debba essere la preoccupazione di ogni cristiano autentico. Come 2000 anni fa, siamo chiamati ad utilizzare il linguaggio e le forme che le persone utilizzano. Non possiamo solo aspettare che la gente arrivi da sola ma bisogna andarla a cercare nei luoghi che frequenta, come i Blog, Facebook ecc… Sto scoprendo che coloro che “navigano” spesso sono quelli più lontani dalla Chiesa. La maggior parte delle persone che utilizzano questi strumenti è totalmente indifferente alla religione! Sono persone che non vedremo mai in Chiesa e che forse sentiranno parlare di Dio solo in questi momenti. In fondo evangelizzare significa essere testimoni di un Amore che ti ha raggiunto e conquistato: perché non gridarlo a tutti… in tutti i modi?».

Anche suor Clara Vu Minh Trang, fma coordinatrice della Comunicazione sociale dell'Ispettoria vietnamita ritiene che: « I mezzi di comunicazione offrono grandi possibilità perché la Parola di Dio giunga dappertutto e possa essere ascoltata, in particolare possa raggiungere un pubblico che non frequenta più la Chiesa. Poiché i media contribuiscono alla proposta di modelli di vita, forniscono il modo di interpretarla, offrono informazioni sui criteri e sulle prospettive, inculcano valori, essi possono essere utilizzati per presentare una interpretazione evangelica degli avvenimenti e per trasmettere i valori cristiani».

Suor Mara Borsi, esperta di Pastorale giovanile, sottolinea come : «Le nuove generazioni abitano i territori online e per noi che siamo educatrici salesiane è importante valorizzare al meglio le opportunità di Internet. Si tratta di immettere nella rete dei contenuti di qualità e di permettere alla Parola di raggiungere luoghi impensabili e allo Spirito di soffiare dove vuole. Abitando la rete e superando luoghi comuni negativi si possono consultare esperienze da cui trarre idee per solcare le autostrade elettroniche con il criterio della preventività tipicamente salesiano».

Il prof. Massimiliano Padula, docente di Sociologia dell'organizzazione, Sociologia del Tempo libero, Comunicazione Istituzionale, ci risponde partendo dall'invito del Pontefice, nel messaggio dell'anno scorso, rivolto ai giovani di “evangelizzare il nuovo continente”, ossia essere testimoni proprio nella cultura digitale contemporanea in cui abitano. «Parlare del legame tra media ed Evangelizzazione significa anzitutto distinguere tra chi, nell'universo crossmediale ci è nato e sta crescendo e chi, fortunatamente o suo malgrado, ci si sta imbattendo. è proprio ai primi, i cosiddetti "nativi digitali", che la Chiesa deve strizzare l'occhio, decodificando la loro evoluzione che è sopratutto antropologica. I nuovi media sono assolutamente sociali perché investono gli individui nel loro essere persone all'interno della società.
Molti ragazzi in tutto il mondo, in questo momento, staranno aggiornando il proprio profilo Facebook e quello che "posteranno" sarà condiviso da tutti i loro amici in tempo reale. Questa modalità sociale è rivoluzionaria perché creata dal basso, e, nei nativi, si sta strutturando come naturale, come la principale modalità di relazione e conoscenza di se stessi. Io la chiamo "cultura da cameretta", nel senso che la propria stanza diventa il luogo privilegiato attraverso cui manifestarsi.
I media digitali diventano quindi l'unica porta attraverso cui entrare in quella stanza per incontrare questa generazione, affiancarsi ad essa. Anche la Chiesa non può sottrarsi a questo processo: deve entrare in sintonia con i media digitali ed elevarli a strumenti al servizio della Parola e della testimonianza».

Suor Viky Ulate, coordinatrice della Comunicazione sociale in Africa Ovest (Togo) punta l'accento sulla formazione: «I giovani delle nostre città frequentano i cyber caffè e sono presenti in molti social network. Loro vengono a contatto con una quantità di informazioni enorme e non sempre hanno i mezzi necessari per decodificarle, classificarle, interpretarle. È importante formare gli evangelizzatori a saper usare linguaggi e strumenti dell'era digitale, ma è altrettanto importante formare i giovani ad un sano discernimento».

Nel suo messaggio, Benedetto XVI parla di pastorale nel mondo digitale, che tenga conto “anche di quanti non credono, sono sfiduciati e hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche”.

Il modo adeguato per riuscire a farsi ascoltare è quello che poggia sulla credibilità del testimone: di colui che, anche nell'odierno mondo digitale, è in grado di attestare quella “vita sempre nuova” che viene “generata dall'ascolto del Vangelo di Gesù”.

A suor Marta Bergamasco, monaca Carmelitana di clausura, affidiamo le parole conclusive: « Come ci insegnano i santi, l'efficacia dell'evangelizzazione dipende essenzialmente dalla testimonianza. I santi ci insegnano anche l'importanza di saper leggere i segni del proprio tempo per saper sapientemente annunciare il Vangelo nella concretezza del reale. La “testimonianza” esige per la sua verità di essere trasmessa mediante un rapporto personale. Questo può avvenire in modi diversi, ma sempre deve essere da persona a persona, persone reali, con tutto ciò che questo comporta. È soltanto in questo contesto di relazione personale che i mezzi moderni di comunicazione posso essere realmente utili per un'autentica evangelizzazione. Spesso l'incontro con l'altro avviene in una “piazza” virtuale, ma progressivamente deve in qualche modo svilupparsi prendendo quella concretezza che richiede alle persone di mettersi lealmente in gioco, come avviene in ogni rapporto umano vero.
Chi usa i diversi media come strumenti di evangelizzazione deve avere sempre chiaro che ogni persona che “incontrerà” è un mistero da rispettare e da amare. Deve imparare ad “ascoltare” l'altro.
Ed è soltanto nella sete di silenzio e nelle domande del cuore che la Parola annunciata può trovare il terreno fertile in cui essere seme che si dischiude e lascia germinare la vita nuova in Cristo. In un certo senso, la condizione previa che dobbiamo aver cura di far venire alla luce per rendere feconda l'evangelizzazione è un atteggiamento contemplativo, sia in chi annuncia che in chi ascolta la sua parola, anche mediante i nuovi media».

 

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1 commento
16/05/2010 - PieraCavaglià

Buona festa della comunicazione! Grazie per le ricche testimonianze che ci offrite e che ci aiutano a capire sempre più la meravigliosa potenzialità della comunicazione cross mediale per l`annuncio del Valngelo e per sintonizzare con il mondo dei giovani! Gesù, che sale al Cielo benedicendo il mondo, benedica te, cara sr. Giuseppina, sr. Anna Rita, sr. Lucy, sr. Julia e tutte le coordinatrici della comunicazione sociale! Grazie per quanto ci donate! Buona festa e buona missione! suor Piera Cavaglià


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