In difesa dei diritti umani.

In difesa dei diritti umani.

Riportiamo di seguito la testimonianza di Francesca Napoli che racconta la sua esperienza presso l'Ufficio dei Diritti umani di Ginevra.

«Quando si è presentata l'occasione di svolgere uno stage presso l'ufficio dei diritti umani di IIMA, ho sentito da subito che era l'occasione che aspettavo. Erano ormai alcuni mesi che mi trovavo a New York a collaborare con l'Ambasciata Italiana presso le Nazioni Unite, e mi sentivo spesso frustrata nell'occuparmi quotidianamente di questioni che con i diritti umani avevano ben poco a che fare.

Leggendo il progetto di stage che avrei dovuto svolgere a Ginevra mi sono subito appassionata, perché mi entusiasmava la possibilità di contribuire attivamente alla protezione ed alla promozione del diritto dei bambini all'educazione.

In tutta onestà non conoscevo molte cose sulle figlie di Maria Ausiliatrice e non sapevo bene cosa aspettarmi da questa esperienza che si prospettava così diversa dalle precedenti, ma qualcosa dentro di me mi diceva di partire e così il primo Febbraio mi sono ritrovata a bussare alla porta della Salesienne.

Da subito mi ha sorpresa l'atmosfera di familiarità che aleggiava nell'ufficio e l'accoglienza calorosa che mi hanno offerto le colleghe. Ben presto ho potuto apprezzare l'affetto e la genuina ospitalità delle suore che, chi con un sorriso, chi con una parola gentile chi con un cioccolatino, sono riuscite a farmi sentire davvero a casa. Con il tempo sono rimasta affascinata dall' impegno instancabile e dalla passione contagiosa che Suor Maria Grazia Caputo dedica a tutti i nuovi progetti che nascono e che, giorno dopo giorno, stanno rendendo la missione dell'ufficio davvero importante.

Sono tante le cose che ho imparato in questi mesi. Ho avuto la possibilità di seguire le riunioni del Consiglio dei Diritti Umani e di scrivere i rapporti su quanto era accaduto. Ho partecipato al corso di formazione che l'ufficio ha organizzato per le suore provenienti dall'Africa francofona ed ai 2 eventi paralleli che si sono svolti alle Nazioni Unite incentrati sul tema del reinserimento sociale e familiare dei bambini in situazioni di rischio. Assieme alla mia collega ed amica Valentina ho scritto uno statement sulla situazione dei bambini in Honduras che abbiamo presentato in occasione della Revisione Periodica Universale del Paese, e che ci ha dato modo di studiare a fondo le problematiche del paese e di entrare in contatto con le suore del posto per ottenere le informazioni necessarie.

Pian piano ho cominciato a conoscere le missioni delle FMA ed a comprendere la complessa ed efficientissima struttura alla quale fa capo il nostro ufficio. Ho avuto il piacere di incontrare suore missionarie africane che con estrema semplicità hanno condiviso con noi i piccoli miracoli che quotidianamente compiono nei loro paesi. Ho avuto la gioia di essere accolta a braccia aperte in una missione nel cuore del Libano e di trascorrere alcuni giorni con la comunità, che ci ha fatto sentire, in ogni momento, come se fossimo a casa nostra. Le suore libanesi ci hanno offerto dei dati importanti sulla situazione dei bambini da inserire in un rapporto che abbiamo presentato all'ONU e ci hanno fatto conoscere la complessa realtà della loro paese accompagnandoci in un campo di profughi palestinesi.

Io che per anni non ho frequentato la Chiesa oggi mi sento orgogliosa di aver rappresentato le figlie di Maria Ausiliatrice, che ogni giorno si impegnano per garantire i diritti dei bambini in ben 93 paesi del mondo.

Sono felice di aver collaborato con l'ufficio di IIMA perché probabilmente, senza questo stage, non avrei avuto la possibilità di conoscere ed apprezzare il valore dello spirito salesiano, che rende davvero speciali queste suore e le loro missioni. Ed anche ora che mi ritrovo ad affrontare una nuova avventura nella lontana Colombia provo grande conforto e felicità al pensiero che, per una strana coincidenza che forse coincidenza non è, nella stessa città in cui vivrò per i prossimi mesi sorge una missione di FMA.

L'esperienza di Ginevra è stata complessivamente molto significativa. Dal punto di vista professionale mi ha dato modo di entrare in contatto con una realtà unica al mondo. Questa città infatti costituisce il centro nevralgico dell'intero sistema dei diritti umani ed è qui che hanno sede la maggior parte delle organizzazioni non governative, ed i più grandi organismi umanitari che fanno capo all'ONU.

Allo stesso tempo i mesi trascorsi alla Salesienne mi hanno arricchita a livello umano perché ho incontrato persone eccezionali che hanno percorso un piccolo pezzetto di strada al mio fianco ed hanno saputo regalarmi tanto».

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