Un bacio al volo

Un bacio al volo

Ore 13.45 metropolitana di Roma. Sto facendo ritorno alla comunità di casa Canta, sede del biennio di Spiritualità salesiana, dopo un incontro molto vivace e interessante con le novizie dei due noviziati internazionali. Come di frequente in lontananza sento una voce femminile che canta, passano pochi minuti e posso ascoltare la bella canzone interpretata da una giovane donna accompagnata da una bambina di 7 o 8 anni che appena si interrompe il canto si reca vicino ai passeggeri per chiedere qualche moneta. Sono attirata dal sorriso e dai magnifici codini aggiustati con arte sulla sua testa, mi ricordo di avere nella borsa una cioccolata e così quando mi si avvicina gliela porgo. La guarda, la prende, si ferma un attimo felice e poi si accorge che la donna che accompagna è già andata veloce in un'altra carrozza della metropolitana, così inizia a corre, ma ad un certo punto la vedo fermarsi e voltandosi verso di me, mi manda con un soffio un bacio. Mi colpisce il cuore. Sorrido e saluto, anche le persone che mi sono sedute vicino e che hanno visto tutta la scena sorridono divertite per quel bacio al volo.

Ma la piccola “codini ” (affettuoso nome che le ho dato) chiede monete invece di andare a scuola. E purtroppo sono ancora molti le bambine e i bambini che nelle diverse parti del mondo non frequentano la scuola. L'educazione è un diritto umano fondamentale. Tuttavia, tale diritto è ancora negato a circa 72 milioni di bambini, di cui quasi la metà provengono dall'Africa sub–sahariana e altri 18 milioni dall'Asia meridionale.

Nell'ultimo ventennio, la comunità internazionale si è adoperata perché l'educazione universale fosse una priorità nelle agende nazionali e internazionali. Nel 1990 i delegati di 155 paesi, insieme ai rappresentanti di 155 ONG e agenzie per lo sviluppo, hanno preso parte alla Conferenza mondiale Education for All , durante la quale hanno affermato il loro impegno per raggiungere l'istruzione universale e ridurre l'analfabetismo entro la fine del decennio. Alla base di tale programma c'era la constatazione che il poter accedere all'educazione non era sufficiente: altrettanto importanti sono la qualità e la durata. Infatti, in molti paesi in via di sviluppo meno del 60 % degli alunni che iniziano la scuola elementare sono in grado di portare a termine l'intero ciclo di istruzione primaria.

L'impegno a rendere universale l'istruzione di base venne riaffermato nel 2000 al Forum mondiale sull'educazione riunito a Dakar, in Senegal, e inserito nello stesso anno nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite tra le principali priorità per lo sviluppo internazionale. Assicurare l'educazione primaria universale divenne il secondo degli otto Obiettivi di sviluppo del Millennio . Perché tale proposito sia raggiunto è necessario che entro il 2015 ovunque nel mondo tutti, bambini e bambine, possano completare un corso/ciclo di educazione primaria.

Negli ultimi due decenni sono stati compiuti numerosi progressi verso l'alfabetizzazione universale, anche se a più del 10% dei bambini in età scolare è ancora negato il diritto all'istruzione primaria. Nei paesi in via di sviluppo, la percentuale delle iscrizioni a scuola ha raggiunto l'88% nel 2007, rispetto all'83% del 2000. I maggiori passi in avanti sono stati riscontrati nell'Africa sub–sahariana e nell'Asia meridionale. In molti paesi, però tali miglioramenti sono da attribuire più che all'aumento dei finanziamenti nazionali destinati all'educazione alla crescita demografica. Nonostante i modesti miglioramenti, la situazione globale risulta ancora preoccupante, soprattutto considerando l'enorme impatto negativo che il mancato accesso all'educazione avrà sul raggiungimento degli altri Obiettivi del Millennio .

Come già si è accennato, per riuscire ad assicurare l'educazione primaria universale entro il 2015 non è sufficiente garantire l'accesso all'istruzione. È fondamentale non solo garantire ad ogni bambino la possibilità di completare l'intero ciclo dell'istruzione primaria ma anche assicurarsi che i sistemi scolastici nazionali siano adeguatamente finanziati e che gli insegnanti siano convenientemente qualificati.

Numerose ONG, attraverso le loro azioni e campagne, continuano a sostenere questo obiettivo. Raggiungere l'istruzione per tutti richiede un impegno globale. I governi, la società civile, le agenzie di sviluppo devono lavorare insieme per aiutare ogni bambino/a, in ogni paese del mondo, a realizzare il suo diritto inalienabile a un'istruzione di qualità. In un momento in cui gli effetti della crisi economica mondiale non cessano di farsi sentire, esiste il reale pericolo che i progressi fatti in questo ultimo decennio siano vanificati, e si realizzi una considerevole regressione. I diversi paesi sono chiamati ad adottare programmi più integrati, vincolati a strategie più generali con la finalità di proteggere le popolazioni più vulnerabili e superare le disuguaglianze. L'emarginazione nell'educazione tocca tutti i paesi del mondo ed è rafforzata da disuguaglianze sociali (cf Llegar a los marginados. Informe de Seguimiento de la EPT en el Mundo, Francia, UNESCO 2010) .

Mara Borsi 

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1 commento
27/05/2011 - Sr Maria Teresa Ferrero

ci auguriamo veramente che vengano ascoltate le varie segnalazioni sull`importanza di un`istruzione adeguata per ogni ragazzo/a e investano sull`educazione


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