La comunità fma di Testaccio celebra i 100 anni d’attività

La comunità fma di Testaccio celebra i 100 anni d’attività

Per chi conosce poco Roma, Testaccio è uno dei quartieri storici della capitale. Agli inizi del novecento questo quartiere ospitava gli operai che erano venuti in città a trovare fortuna. Era un quartiere povero e politicamente schierato a sinistra, dove si respiravano venti anticlericali. Oggi il volto del quartiere è profondamente cambiato al posto degli operai ci sono giovani artisti e migranti, ciò rende testaccio un quartiere multietnico e multiculturale che ospita molti luoghi d'incontro soprattutto giovanili. Per questo oggi è uno dei quartiere più dinamici della città.

L'istituto Santa Cecilia delle fma sorge in via Ginori, sede costruita nel 1913. Ma le prime tre fma a Testaccio sono arrivate il 27 novembre 1911. Ad attendere suor Rosalia Stella, suor Giuseppina Pedrazzoli, suor Clotilde Bianchi, e la postulante Antonia Cadoni, quel giorno c'era il giovane Parroco don Luigi Olivares, con “sul viso l'espressione soddisfatta di chi vede avverarsi un sogno”. Don Luigi, che qualche anno dopo sarebbe diventato vescovo di Nepi le attendeva davanti ad una modesta casetta di via Marmorada 102.

Da quella modesta dimora è iniziato il lavoro delle tre fma. Grazie al loro zelo e al loro carisma le suore sono riuscite da subito a tirar su un luogo adatto ad accogliere le attività destinate alle testaccine , le ragazze di testaccio. Ben presto comincia l'oratorio, la scuola, il doposcuola e il laboratorio sartoriale. Le attività delle fma si moltiplicano anno dopo anno e non si fermano nemmeno durante le due guerre mondiali. Nella cronaca della prima guerra mondiale si legge che al laboratorio erano state commissionate 2000 cravatte per i soldati, mentre durante la seconda guerra mondiale la scuola accoglie circa 80 alunni, di scuola elementare e media, nell'anno 1941/42 e non si interrompono le gite al mare, altra importante attività educativa che vedeva impegnate le suore già da diversi anni .

Negli anni successivi la guerra, l'opera delle fma si espande: le attività educative si consolidano e i corsi professionali vengono riconosciuti dal Ministero del Lavoro.

Arrivano gli anni 70 e con loro arrivano grandi cambiamenti culturali: al centro della riflessione educativa ci sono i temi caldi di quel periodo: aborto e divorzio, e anche le famiglie degli allievi vengono coinvolte nelle discussioni.
La fine degli anni 70 vede un altro importante evento: l'inizio del pontificato di Papa Giovanni Paolo II, il quale dopo soli tre mesi dall'elezione al Soglio pontificio, fa visita all'Istituto. Momento questo tanto inatteso quanto lieto che rende il cuore della suore pieno di gioia.
Negli anni 80 è lo sport che spicca tra le molteplici attività: tornei e feste coinvolgono anche le massime autorità sportive del CONI. Negli anni novanta invece il calo demografico italiano fa diminuire, come in tutte le scuole del Paese, l'utenza. Ciò porterà alla chiusura della scuola elementare prima e della media poi.

Se da un lato il lavoro con i più piccoli si chiude dall'altro quello con gli adolescenti si intensifica e cresce: i corsi di formazione professionale (CIOFS ) oggi sono 12 e ospitano 320 ragazzi di 18 etnie differenti.

La comunità in questi ultimi anni è coinvolta in tantissimi ambiti che vanno dal turismo (TGS, turismo giovanile salesiano), al volonatariato (VIDES, volontariato internazionale donna educazione e sviluppo) passando per la formazione (IFTS, Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) solo per citarne alcuni.

L'istituto è un continua evoluzione e riesce a dare risposte concrete alle esigenza della comunità che cambia sempre più velocemente.

Domenica 27 novembre le fma di Testaccio hanno celebrati il loro centesimo anno di attività pronte ad affrontare le sfide degli anni a venire. All'evento ha partecipato Madre Yvonne Reungoat, che al termine della la celebrazione eucaristica ha salutato i presenti esprimendo il suo ringraziamento a tutte le persone che hanno accompagnato il cammino delle fma del Testaccio nei suoi primi 100 anni di storia. « La mia presenza in questa Eucaristia – ha detto la Madre – vuol esprimere un grazie mondiale per quanto anche oggi viene realizzato in questa realtà del Testaccio a favore delle giovani generazioni e delle famiglie.

Vogliamo tutti insieme continuare l'opera iniziata dalle nostre prime sorelle con la consapevolezza che l'impegno educativo ci coinvolge fortemente, ci interpella come Chiesa, come Famiglia salesiana, come Comunità educante. Crediamo che l'educazione è il fondamento del presente e del futuro, che il domani dipende dalla qualità dell'educazione di oggi.

Qui rappresentiamo la Famiglia salesiana, la Comunità educante, le famiglie, i giovani. Questo momento celebrativo ci fa ripartire con la speranza che si può costruire una nuova umanità, ma è necessario innanzitutto partire da noi, dalle nostre convinzioni, dal nostro modo di vedere il bene che c'è e che è sempre più forte del male, dal nostro modo di guardare la realtà con sguardo cristiano».

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2 commenti
17/05/2020 21:31:25 - alessandra lisci

Ho frequentato un corso biennale agli inizi degli anni 90.Un ricordo speciale per Suor Dina che resterà sempre nel mio cuore.

23/12/2018 08:43:25 - Maria Nina Serra

Buongiorno a tutta la comunità,sono stata una ex allieva dell’isituto negli anni 70 e ricordo sempre con piacere momenti di vita trascorsi nella community.Oltre ad essere stata studentessa ho lavorato anche all’interno della struttura,un grazie per tutto ciò che mi hanno trasmesso e per l’insegnamento ricevuto, esperienza che ha forgiato e smussato parte del mio carattere ribelle.


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